PREVIDENZA. Contributi lavoratori domestici, le istruzioni dell’Inps

Venerdì prossimo 10 aprile è l’ultimo giorno utile per pagare i contributi dovuti per il personale domestico, relativi al periodo gennaio – marzo 2009. Per la prima volta in occasione della scadenza, l’Inps ha inviato una lettera e il bollettino da utilizzare per il versamento, a circa 700 mila datori di lavoro domestico, titolari di un rapporto di lavoro attivo, o che comunque non ne hanno comunicato la cessazione.

I bollettini inviati sono già precompilati in base ai dati precedentemente comunicati all’Istituto e potranno essere utilizzati nel caso non sia intervenuta alcuna variazione nel rapporto di lavoro. Laddove vi siano stati cambiamenti potranno essere utilizzati gli appositi bollettini "in bianco" (allegati insieme a quelli precompilati, e inviati con la lettera ai datori di lavoro), da integrare con i nuovi dati.

Il pagamento potrà essere effettuato presso gli sportelli di Poste Italiane, presso gli sportelli bancari che offrono tale servizio, oppure presso le tabaccherie del circuito Reti Amiche, utilizzando i dati riportati sui bollettini ricevuti o quelli eventualmente variati. Il pagamento, inoltre, potrà essere eseguito on line sul sito Internet www.inps.it, nella sezione Servizi on line>Cittadino>Lavoratori domestici>Pagamento on line contributi.

Soltanto nel caso di rapporti di lavoro a carattere temporaneo, occasionale e di breve durata, è possibile utilizzare la modalità di pagamento tramite i buoni lavoro (voucher).

Le nuove modalità di pagamento sono state introdotte allo scopo di operare una semplificazione dei doveri del datore di lavoro, che potrà così effettuare i versamenti senza rischiare di incorrere in errori di calcolo dei contributi dovuti o di compilazione dei dati relativi al periodo, al numero di ore lavorate e all’importo orario.

La sicurezza che i dati contenuti nel bollettino non contengano errori di sorta, rappresenta anche una migliore garanzia a tutela dei diritti dei lavoratori domestici, che potranno così contare sull’accredito – nella propria posizione assicurativa – della contribuzione effettivamente spettante in relazione alle prestazioni effettuate.

L’iniziativa dell’Inps segue di poche settimane quella che ha semplificato la stessa denuncia dei rapporti di lavoro domestico: dallo scorso mese di febbraio è possibile denunciare un rapporto di lavoro domestico con una semplice telefonata al Contact Center (all’803 164) o con una visita al sito (www.inps.it). La semplificazione delle modalità di iscrizione e di pagamento rientra nell’obiettivo di favorire l’emersione dal lavoro nero in un settore dove la complicazione delle procedure ha spesso offerto un alibi per il datore di lavoro familiare che avesse voluto procrastinare la regolarizzazione dei rapporti di lavoro. Dopo questa prima fase di semplificazione del pagamento, l’Istituto ha in programma di procedere a una serie di controlli, per verificare l’adempimento del dovere dei versamenti contributivi.

I LAVORATORI DOMESTICI. Dai dati presenti negli archivi Inps, si riscontra un numero di lavoratori domestici già regolarizzati pari a circa 600mila unità: al netto del lavoro nero ancora diffuso è il caso di ricordare che la differenza riscontrata con il numero dei datori di lavoro è dovuta al fatto che un lavoratore può avere più di un rapporto di lavoro in corso, e un datore di lavoro può contare su più collaboratori domestici.

Dei circa 600mila lavoratori domestici regolarmente retribuiti, la stragrande maggioranza proviene da Paesi stranieri. Solo il 22,3% del totale è di nazionalità italiana. Il 20% proviene dalla Romania, il 12,7% dall’Ucraina, il 9% circa dalle Filippine e il 6% dalla Moldavia, per citare le comunità etniche e nazionali più numerose. Seguono Perù, Ecuador, Polonia e Sri Lanka, con percentuali che vanno dal 3,6 al 2,8% e rappresentanze minori di numerosi altri Paesi, europei, asiatici, africani e sudamericani.

Comments are closed.