PREVIDENZA. Relazione Inps, Mastrapasqua: “Il sistema è in equilibrio, i conti sono a posto”

Il sistema è in equilibrio e i conti dell’Inps sono a posto. L’Istituto eroga una pensione ogni tre cittadini italiani. Sono oltre 14 milioni i cittadini che ricevono ogni mese dall’Inps l’accredito per un totale di circa 18 milioni di prestazioni previdenziali. E sono sempre più numerose le attività di assistenza, di cui nel 2008 hanno beneficiato più di due milioni di cittadini. È quanto emerge dalla prima Relazione annuale presentata oggi a Montecitorio dal presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, che ha colto l’occasione per rispondere al quesito se servano una nuova riforma delle pensioni. Per Mastrapasqua, "un troppo frequente intervento su questa materia rischia di incrinare il necessario rapporto di fiducia tra generazioni: il sistema delle pensioni ha bisogno di tempi certi, fare riforme ogni due anni rischia di compromettere la capacità di guardare al futuro con la necessaria fiducia e certezza".

Il numero delle nuove pensioni accolte e liquidate nel 2008 è pari a 652.123 mentre il totale delle pensioni vigenti a fine anno è di oltre 16 milioni senza contare i trattamenti agli invalidi civili. Mastrapasqua ha sottolineato che "il sistema è in equilibrio, i conti dell’Inps sono a posto. Il bilancio 2008 dell’Inps presenta un saldo attivo di più di 11 miliardi di euro". È aumentato dell’1,2% il numero degli iscritti alla gestione pensionistica e sono aumentati i contributi versati dai lavoratori stranieri regolarizzati: oltre due milioni versa infatti contributi previdenziali in Italia. La spesa per le pensioni, ha detto il presidente Inps, è stata nel 2008 di quasi 167 miliardi di euro con un aumento netto di 4,5 miliardi. Sono 16.086.076 le prestazioni erogate, cui si aggiungono 429 mila pensioni pagate all’estero.

Ma si sono moltiplicate le aree di servizio. "Le attività di assistenza che l’Inps svolge sono sempre più numerose – ha aggiunto Mastrapasqua – Nel 2008 più di due milioni di cittadini italiani hanno beneficiato di uno dei diversi strumenti di sostegno al reddito e di difesa retributiva, tra indennità di disoccupazione, cassa integrazione ordinaria o straordinaria, mobilità, prestazioni a sostegno del reddito familiare". La domanda per trattamenti di disoccupazione ordinaria è aumentata di oltre il 40% nel 2008 rispetto all’anno precedente.

Nel 2008, ha ricordato Mastrapasqua, l’Inps ha corrisposto 650 mila assegni di maternità e oltre 2,5 milioni di sussidi per invalidità civile. Sono stati oltre 700 mila i beneficiari di cassa integrazione. L’Istituto ha erogato assegni di disoccupazione a 1,4 milioni di persone mentre 165 mila hanno ricevuto sostegno di mobilità. La spesa annua complessiva per prestazioni istituzionali è stata pari a 196,9 miliardi di euro.

Alla presentazione della Relazione sono intervenuti il presidente della Camera Gianfranco Fini e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Per Fini, davanti a una "legittima e doverosa ipotesi di riforma del sistema previdenziale", il "baluardo" deve rimanere la Costituzione. "Ovunque – ha detto – si rafforza l’esigenza di conciliare i tradizionali obiettivi di solidarietà e di protezione sociale con quelli dell’equilibrio dei conti e della efficienza nell’utilizzo delle risorse pubbliche". Per Fini "destinare più risorse pubbliche per le politiche del lavoro sarà più agevole se le forze sociali condivideranno un nuovo patto generazionale, in cui si accetti di lavorare più a lungo in cambio di un Welfare più in sintonia con le odierne esigenze della società".

"Penso che questo non sia il momento delle riforme strutturali – ha detto nel suo intervento il ministro Sacconi – In una stagione di grande crisi, anche sociale, le riforme di carattere strutturale aprendo inevitabilmente una fase di transizione aggiungono insicurezza a insicurezza. Non è questo il tempo delle riforme di struttura". Per Sacconi "i più vulnerabili non sono i giovani, ai quali dobbiamo guardare con politiche mirate" perché "i giovani possono avere da questa crisi una sorta di frustata di responsabilità" e dunque svolgere anche lavori non corrispondenti al proprio titolo di studio ma "che saranno apprezzati nel dopo-crisi". Per Sacconi "i ceti vulnerabili sono gli adulti che se hanno superato i cinquanta anni di età e se escono dal lavoro possono non rientrarvi". E dunque "la pensione può ancora una volta svolgere la funzione di ammortizzatore sociale".

 

di Sabrina Bergamini

Comments are closed.