PREVIDENZA. UNC Calabria: calendarizzazione pensioni è illegittima

Basta con gli uffici postali che fissano dei calendari per pagare le pensioni, con un ordine prestabilito in base ai cognomi: il pensionato ha diritto a ritirare la pensione dal momento in cui le somme spettanti sono accreditate. È quanto sottolinea l’Unione Nazionale Consumatori Calabria che, insieme ai legali del "Centro di Orientamento Giuridico del Consumatore" ha proceduto a diffidare formalmente il Direttore della sede centrale di Poste Italiane a revocare immediatamente l’iniziativa intrapresa presso vari Comuni, considerata "una grave violazione dei diritti fondamentali dei cittadini".

In seguito alla calendarizzazione per il ritiro delle pensioni, arrivano all’associazione – denuncia l’UNC Calabria – "continue segnalazioni di pensionati che recatisi presso i vari uffici postali, anche della provincia, non hanno potuto ritirare la propria pensione, ma sono stati "costretti" a presentarsi nei giorni prestabiliti, seguendo un calendario che è soggetto a variazioni mensili, con l’unica alternativa possibile di dover canalizzare la propria pensione, nel qual caso allora miracolosamente essa viene accreditata a decorrere dal giorno 1 di ogni mese, potendo quindi nei primi due giorni del mese in corso, ritirare gli importi pensionistici solo per coloro che hanno proceduto a canalizzare la propria pensione".

Lo scaglionamento nel tempo dei pagamenti, continua l’associazione, "comporta l’illegittimo incameramento di ingentissime somme di interessi di valuta in rapporto ai ratei corrisposti a tutti i pensionati d’Italia". Si tratta inoltre di un sistema che penalizza i pensionati, penalizza chi ha il cognome che inizia con le ultime lettere dell’alfabeto e chi ritira la pensione per delega.

L’associazione annuncia inoltre che, se non otterrà riscontri, "nel più breve tempo possibile dall’invio della diffida già avvenuta, l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, attiverà le idonee procedure giudiziarie a sostegno di quanto esposto a tutela dei pensionati e precisamente invio di un esposto – denunzia, diretto alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e alle varie Procure della Repubblica d’Italia, alle autorità di vigilanza sul credito nonché ai vari garanti, compreso quello della concorrenza e del mercato".

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