PREZZI. Adoc: la colazione rincara sia al bar che a casa

La colazione conviene a casa ma comunque, sia al bar sia fra le mura domestiche, è rincarata: caffè e cornetto al bar costano il 5% in più rispetto al 2008, mentre per la prima colazione a casa si spende in media il 4% in più. E i rincari cambiano le abitudini alimentari degli italiani: rispetto a due anni fa, il 4% in più non fa colazione e il caffè al bar è un’abitudine solo per un consumatore su dieci. Sono alcuni dei risultati cui giunge un’indagine dell’Adoc sulla prima colazione.

In media i costi per i prodotti da bar sono aumentati del 2,6% rispetto al 2008, i prodotti da consumare a casa hanno subito rincari medi del 4,3%.

A casa i biscotti segnalano più 14,8%; più 6,9% il caffè classico e più 5,6% l’orzo; più 4% le merendine, più 12,6% lo yogurt alla frutta, in calo del 2% solo i succhi di frutta. Al bar caffè e cornetto salgono a più 5% rispetto al 2008, il cappuccino a più 4%.

"I rincari incidono non solo sul portafogli, ma anche sugli stili di vita degli italiani: secondo un sondaggio dell’Adoc è in aumento il numero degli italiani che la mattina non fa colazione, una scelta condivisa dal 12% dei consumatori, il 4% in più dal 2007, quando iniziò la crisi – afferma il presidente Carlo Pileri – E i prezzi elevati dei bar spingono circa 9 italiani su 10 a fare abitualmente, almeno 5 giorni a settimana, colazione a casa". A casa infatti si arriva a risparmiare fino all’800%.

Per Adoc una soluzione per rilanciare i consumi presso i bar e caffetterie è aumentare il valore defiscalizzato dei buoni pasto. "Uno spuntino veloce come tramezzino e succo di frutta costa 4,70 euro – continua Pileri – poco meno del valore defiscalizzato di un buono pasto, attualmente a quota 5,29 euro. Un valore inadeguato al costo della vita. In Spagna il valore defiscalizzato è di 9 euro, circa il 70% in più dell’Italia, in Francia 7 euro, in Portogallo 6,70 euro".

 

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