PREZZI. Adusbef e Federconsumatori confrontano gli aumenti nell’euro-zona

In tredici anni, i prezzi al consumo di Eurolandia sono cresciuti del 27,4 per cento (25,3 % per i prodotti, 31,1 % per i servizi). L’Italia si colloca nettamente al di sopra: + 32 per cento (29,3 % per i beni, + 37% per i servizi). Dei cinque grandi paesi della UE (Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito), solo la Spagna ha fatto peggio di noi: + 42,3 per cento (+36 per i beni, + 55,9 per i servizi). Francia, Germania e Regno Unito stanno tra il 20,7 per cento della Germania ed il 23,3 della Francia. Emerge dall’analisi dell’Adusbef sui dati diffusi dal Ministero dell’Economia. Il prodotto che in assoluto ha avuto l’incremento di prezzo maggiore è il tabacco: in Italia + 77%, in Francia + 111,6 %.

"I dati del ministero dell’Economia ed elaborati dall’Adusbef – dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti – rappresentano la prova provata di un mercato finto, dove monopoli, oligopoli e cartelli, la fanno da padrone mentre i consumatori devono subire con prezzi più elevati le peggiori angherie di servizi inefficienti e di scarsa qualità".

Sul versante opposto, i prodotti farmaceutici, che in Spagna sono addirittura scesi del 14,3 per cento. Mentre nel nostro Paese sono cresciuti, ma "solo" dell’8,1 %.

Abbastanza uniforme l’andamento degli alimentari: + 30,4 per cento in Italia, +29 % in Francia, +28,9 in Gran Bretagna. Agli estremi la Spagna con un + 48 per cento e la Germania con solo +18 per cento. Carburanti e lubrificanti sono cresciuti molto più lentamente in Italia (+ 58,3 per cento) che negli altri paesi considerati: +98,4 per cento in Gran Bretagna, +94,9 in Germania, +90 in Spagna, +82,2 per cento in Francia. La media europea si attesta a + 84,6 per cento.
Di andamento diversificato l’abbigliamento, cresciuto in Italia del 22, 2 per cento nei tredici anni considerati, in Spagna del 23,5 %, solo del 2,6 per cento in Francia, ma sceso dell’1,7 in Germania e addirittura a – 48,5 in Gran Bretagna.

Nel settore dei servizi, si rileva, nei tredici anni considerati, un calo generalizzato per le telecomunicazioni: Italia – 30,9 per cento, Francia -20,7, Germania -30,4, Spagna -10,6, Gran Bretagna -22,7. Media UE: -26,7 per cento. Spicca al contrario, il dato italiano dei servizi assicurativi pari a +125,1, contro il +15,6 della Francia, il 27,9 della Germania, il 62,1 della Spagna. In parallelo, l’andamento dei servizi finanziari: +84,3 per cento dell’Italia, in crescita doppia rispetto alla media europea (+40%), battuta dal +90,3 della Spagna, ma con la Gran Bretagna a -22 per cento.
L’andamento del costo del gas nei tredici anni vede ancora l’Italia con crescita più bassa delle altre nazioni considerate: siamo a +59,8 per cento, contro il +81 della Francia, il +109,2 della Germania, il +74,1 della Spagna, il +116 per cento della Gran Bretagna. Mentre quello dell’elettricità ci vede al 38,9 per cento, battuti dalla Gran Bretagna al + 57,5, e dalla Germania al +47,6 , ma conb la Francia a – 4,8 per cento.

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