PREZZI. Agroalimentare, Federconsumatori: contro i rincari vendita diretta e filiera corta

Incentivare le forme di vendita diretta come i farmers’ market, accorciare la filiera agroalimentare e intervenire contro le tensioni inflazionistiche e le speculazioni rappresentano misure fondamentali: è quanto afferma oggi Federconsumatori di fronte alle conclusioni dell’indagine conoscitiva avviata dalla Commissione Agricoltura della Camera, che individua appunto nelle forme di vendita diretta e nell’esigenza di intervenire sulla filiera e di contrastare i comportamenti lesivi del mercato alcune delle indicazioni per fronteggiare il caro-prezzi alimentare.

Secondo le stime dell’associazione, nel 2008 gli aumenti dei prezzi di prodotti di largo consumo come pane, pasta e latte si sono tradotti per le famiglie in aumenti pari a 478 euro.

Federconsumatori ribadisce dunque l’utilità della vendita diretta dei prodotti. "Ma la vendita diretta, da sola, non basta – afferma Rosario Trefiletti, presidente dell’associazione – È necessario, infatti, come prospettato anche dalla Commissione, agire in direzione di una razionalizzazione e semplificazione della filiera agroalimentare, al fine di diminuirne i passaggi, i costi e, di conseguenza, i prezzi finali". Tutto questo è fondamentale ora che i costi delle materie prime sono in calo per far sì che la diminuzione raggiunga i prezzi praticati ai consumatori.

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