PREZZI. Alimentari, Parlamento europeo chiede indagine su concentrazioni e sollecita vendita diretta

Il Parlamento europeo chiede un’indagine sulle concentrazioni di mercato e sui cartelli nel settore del commercio al dettaglio e sollecita la promozione di un contatto più diretto fra produttori locali e consumatori. È quanto afferma una relazione sui prezzi dei prodotti alimentari in Europa approvata con 390 voti favorevoli, 112 contrari e 71 astensioni.

Per il Parlamento europeo, l’Europa ha registrato recentemente un’elevata volatilità dei prezzi alimentari "con aumenti talora notevoli e con effetti problematici sul settore agricolo". È invece nell’interesse pubblico "mantenere un livello adeguato dei prezzi alla produzione e al consumo" dei prodotti agroalimentari, garantire ai produttori un reddito stabile e proporzionato ai costi sostenuti e una concorrenza equa.

I prezzi al consumo in Europa sono in media cinque volte più elevati di quelli alla produzione. Per il Parlamento europeo, fra i fattori alla base del divario dei prezzi ci sono i costi dell’energia e della manodopera, la natura dei prodotti e il loro grado di lavorazione, ma anche "il comportamento commerciale degli operatori lungo la catena di approvvigionamento", inclusi i produttori, i grossisti e i dettaglianti. Contro le pratiche anticompetitive, il Parlamento sollecita dunque l’apertura di una indagine sulle concentrazioni di mercato e sui cartelli nel commercio al dettaglio e chiede l’applicazione di sanzioni in caso di irregolarità.

Viene inoltre suggerita l’adozione di politiche che favoriscano il contatto fra consumatori e produttori locali, come la promozione di aree per la vendita diretta dei prodotti agricoli e l’uso delle nuove tecnologie e di internet per dare informazioni sui prodotti, nonché la promozione dei "cibi locali" presso i consumatori. Serve inoltre la creazione di un sistema europeo di monitoraggio del mercato che registri le tendenze dei prezzi.

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