PREZZI. Altroconsumo: 10 anni di euro. Potere d’acquisto a meno 7%. Prezzi giù se c’è concorrenza

Come stanno le famiglie italiane dopo dieci anni di moneta europea? Con un potere d’acquisto diminuito del 7%, comportamenti di spesa influenzati dall’aumento costante dell’inflazione, dall’aumento dei prezzi dei cereali, dai rincari di prezzi e tariffe in settori fondamentali per il bilancio familiare. Ma la responsabilità dell’andamento dei prezzi non è imputabile all’euro: dipende piuttosto dall’esistenza di una effettiva e reale concorrenza. È la valutazione cui giunge Altroconsumo, che ha svolto un’analisi dell’andamento di prezzi e tariffe nel corso dei primi dieci anni di vita dell’euro – entrato in circolazione sotto forma di monete e banconote a partire dal 1° gennaio 2002.

Gli italiani si sono impoveriti rispetto al biennio 2001-2002. Rileva Altroconsumo: "A fronte di un aumento medio dei prezzi al consumo del 21% c’è stata un’evoluzione più lenta nella crescita dei redditi pro capite (+14%) e una conseguente riduzione del potere d’acquisto: -7%".
Alcuni rincari, in settori fondamentali, viaggiano a due o tre cifre pesanti: è il caso del trasporto marittimo (+147%) e aereo (+61%); dei treni (+46%); delle utenze acqua (+52%) e gas (+34%); di bevande alcoliche e tabacchi (+53%).

I premi rcauto sono cresciuti a dismisura in città come Napoli (+122%) e Palermo (+77%) ma si segnala anche un più 31,52% a Roma e un più contenuto 25,35% a Milano. Nel settore rcmoto, note dolenti dappertutto: a Palermo più 245%, a Napoli più 227%, a Roma più 136% e a Milano più 73%.

Se si guarda alle bollette, si trova che la tariffa sui rifiuti è aumentata del 33% e quella dell’acqua del 52%. La maggiore concorrenza nel settore dell’elettricità fa sì che gli aumenti si fermino al 24%.

La parola chiave è dunque concorrenza. Evidenzia Altroconsumo: "Ci sono state anche riduzioni di prezzo, non a caso in quei settori dove si è deciso di aprire alla concorrenza scegliendo forme distributive alternative. E’ il caso dei prodotti farmaceutici, con un -28% rispetto ai prezzi del 2001. Un’ulteriore riprova di come sia virtuoso per il mercato e per i consumatori azzerare le barriere alla concorrenza".

Ci sono anche prezzi in discesa, come accade per i tecnologici: macchine fotografiche (-41%), computer (-64%) e telefonini (-73%). Per Altroconsumo, dunque, sono "dieci anni di euro dove il passaggio alla nuova valuta non ha portato di per sé incrementi diretti. Su rincari di prezzi e tariffe hanno inciso più gli ostacoli alla concorrenza, l’inefficienza industriale e i freni alla distribuzione più moderna o all’offerta anche attraverso la Rete. Un esempio per tutti, il settore delle telecomunicazioni – conclude l’associazione – Grazie anche al forte balzo in avanti dei consumi, il segno negativo -27,9% parla chiaro: chi scommette nello sviluppo del prodotto e nell’offerta di prezzi e tariffe con sconti notevoli per guadagnare utenza vince sul mercato, e anche il consumatore può giocare un ruolo attivo nella scelta e nel confronto, risparmiando sul proprio bilancio".

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