PREZZI. Altroconsumo: ecco dove si può risparmiare

Risparmiare è possibile. Un’indagine di Altroconsumo ha rilevato che scegliere il punto vendita più conveniente, grazie alla concorrenza tra supermercati e iper, funziona bene e fa scattare il gioco dei prezzi al ribasso. A beneficio dei consumatori. Per il ventesimo anno di fila, l’associazione indipendente di consumatori ha tracciato la mappa del dove fare la spesa in 44 città italiane, visitando 657 punti vendita e rilevando 122.000 prezzi.

Firenze risulta la piazza più conveniente. Maglia nera dell’indagine Reggio Calabria, dove la spesa alle famiglie costa ben il 32% in più che nel capoluogo toscano. Potenza e Aosta seguono a ruota, con prezzi più cari del 30%. E’ l’Italia della grande distribuzione con rincari a macchia di leopardo e dinamiche concorrenziali attive più al centro-nord che al sud, quella fotografata da Altroconsumo.

Gli ipotetici carrelli su cui l’Associazione ha basato l’indagine sono due: uno con prodotti confezionati di marca e freschi, il secondo, più attento al portafogli, scegliendo solo il primo prezzo, dunque considerando anche gli hard discount. Stilati degli indici di convenienza a base 100, conferito alla città più conveniente per la spesa-tipo, Firenze, appunto. Qui, e a Pisa, la concorrenza è da manuale. Da anni Esselunga, Coop e Ipercoop combattono nelle due città una guerra a suon di prezzi ribassati, pur di accaparrarsi i consumatori. I risultati: un costo della spesa annua attorno ai 6 mila euro, ben al di sotto della media delle altre città. Dove la concorrenza latita, il caro-spesa si fa sentire: la vicina Livorno, per esempio, con una spesa media di 6.677 euro in un anno, dove la forbice dei prezzi tra i punti vendita non varia di oltre il 12%. Male anche Aosta e gran parte delle città del sud, tra cui Palermo, Reggio Calabria e Catania.

Prodotta anche una "lista nera" della spesa: la farina Barilla è rincarata in un anno di oltre il 50%; gli spaghetti della stessa marca si presentano a scaffale con un prezzo più alto del 34% rispetto a metà 2007. Riso Scotti Ora Classico +29% e penne De Cecco +20%. Ci si potrebbe consolare con un bicchiere di spumante, il cui prezzo, in un anno, è sceso del 6,4%: non un genere di prima necessità, però.

Per saperne di più
www.altroconsumo.it

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