PREZZI. Antitrust alla Camera: “Stiamo esaminando condotte di prezzo sul latte”

Ha ricordato il ruolo della Grande Distribuzione Organizzata, le recenti indagini sui prezzi di pane e pasta e i problemi posti dalla lunghezza della catena distributiva, che porta a ricariche sul prezzo finale superiori del 200% rispetto ai prezzi alla produzione. E ha annunciato che sta esaminando l’andamento dei prezzi anche in altri comparti dell’agroalimentare, soprattutto quello del latte. Sono i temi affrontati dal presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà nel corso dell’audizione odierna presso la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’andamento dei prezzi nel settore agroalimentare.

L’Antitrust ha ricordato la conclusione dell’istruttoria sui prezzi del pane, con la sanzione nei confronti della principale associazione di panificatori di Roma che aveva approntato un listino di prezzi e aumenti "consigliati", ma non senza note critiche relative all’esiguità delle sanzioni stesse. "L’accordo tra i panificatori romani è stato reputato molto grave anche perché relativo ad un bene di prima necessità e con un’incidenza elevata sulla spesa delle famiglie, soprattutto se a basso reddito – ha detto l’Antitrust – Va tuttavia sottolineato, per inciso, come il caso sia emblematico della debolezza dei poteri dell’Autorità nei confronti dei comportamenti adottati da associazioni di imprese, per le quali il fatturato di riferimento su cui calcolare la sanzione è quello derivante dalle quote associative e non, come nella legislazione comunitaria, quello delle imprese aderenti. Di qui, a fronte di infrazioni molto gravi, sanzioni a dir poco simboliche. Di qui anche la difficoltà di dare seguito alle numerose denunce che continuano a pervenire e che interessano mercati diversi da quello di Roma".

È attualmente in corso invece il procedimento avviato nei confronti delle principali imprese produttrici di pasta: l’istruttoria, ha detto Catricalà, dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno.

"Con analoga attenzione, infine, l’Autorità – ha detto il presidente Antitrust – sta esaminando le condotte di prezzo in altri comparti del settore agroalimentare (in particolare il latte) avvalendosi anche delle segnalazioni e informazioni raccolte dal Garante dei Prezzi e dal Ministero dello Sviluppo Economico, con l’ausilio della Guardia di Finanza".

Nel settore dell’ortofrutta la catena distributiva continua a essere "decisamente lunga" con la conseguenza, ha sottolineato l’Antitrust, che "i prezzi finali sono in media superiori del 200% rispetto ai prezzi alla produzione".

Fra le considerazioni finali, l’Antitrust si è soffermato sulle legislazioni regionali sulla distribuzione commerciale che "non devono ostacolare ingiustificatamente l’apertura di nuovi supermercati, altrimenti le regioni del centro-sud non potranno beneficiare dei vantaggi in termini di prezzi derivanti da una più ampia presenza della GDO, e le regioni del centro-nord, dove invece la presenza della GDO è già su standard europei, vedranno crescere i rischi di collusione".

Va infine favorito l’accorciamento della catena distributiva ma bisogna evitare i prezzi amministrati. Quello che "deve essere senz’altro evitato", ha detto l’Antitrust, "è cedere alla tentazione di reintrodurre, più o meno esplicitamente, un sistema di prezzi amministrati, sperando in questo modo di risolvere il problema dei prezzi dei prodotti alimentari. Sarebbe un ritorno al passato e, soprattutto, sarebbe del tutto inefficace".

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