PREZZI. Attenzione del Garante Prezzi su alcuni generi alimentari. La reazione dei Consumatori

A marzo l’inflazione italiana è risultata superiore a quella della media dei Paesi dell’area euro: 1,1% contro 0,6%. In particolare sono aumentati i prezzi di alcuni generi alimentari di prima necessità, come pomodori pelati, la passata di pomodoro, il riso, l’olio di mais, l’aceto, l’olio di girasole e la farina. Sono alcuni dei dati diffusi dal Garante dei Prezzi, Luigi Mastrobuono, nella sua newsletter mensile.

"Per un modesto gruppo di beni e servizi, da anni – si legge nella newsletter del Garante dei Prezzi – i prezzi tendono ad andare controtendenza, accelerando quando l’inflazione diminuisce e rallentando quando il costo della vita cresce più rapidamente". In questo gruppo ci sono alcuni alimentari (riso, prosciutto cotto e the in bottiglia), prodotti per la cura personale come lo shampoo, il lucido da scarpe, alcuni beni e servizi per la salute (analisi del sangue e biberon), il costo delle mense e gli stivali da donna. Nel complesso, questi prodotti rappresentano l’1,7% della spesa delle famiglie. Continuano a diminuire di prezzo telefonini e carburanti.

Il petrolio Brent, dopo essere sceso a 45 dollari si è assestato intorno ai 50 dollari al barile; la media parziale di aprile evidenzia una crescita del prezzo industriale sia della benzina (0,424 €/lt.) che del gasolio (0,445 €/lt.) di circa un centesimo rispetto a marzo; la benzina alla pompa costa 1,186 €/lt. (-14% rispetto ad aprile 2008) mentre il gasolio al consumo vale 1,042 €/lt. (-23%).

Mentre si stabilizza la fiducia dei consumatori in Europa, attestandosi ai minimi del 1985, in Germania, Francia e Italia continua a calare.

Adusbef e Federconsumatori hanno giudicato positiva l’attenzione posta da Mastrobuono, relativamente ai costi di pane, pasta, carburanti e servizi pubblici. "Le sue affermazioni non fanno altro che confermare ciò che denunciamo da tempo, cioè doppie velocità e gravi speculazioni all’interno delle filiere, che non possiamo più tollerare" sostengono le due Associazioni dei consumatori in una nota.

"Se non si prederanno provvedimenti, infatti, a pagarne le conseguenze saranno le famiglie, che, per il 2009, si trascineranno un maggiore esborso, solo per il settore alimentare complessivamente inteso, di 564 euro a famiglia". Secondo Adusbef e Federconsumatori, nell’ultimo anno, una famiglia ha dovuto spendere complessivamente 270 euro in più per il pane (considerato il consumo di 1 kg al giorno), 146 euro in più per la pasta (sempre in base ad un consumo di 1 kg al giorno) e 62 euro in più per il latte (1 litro al giorno). Per un totale di 478 € in più solo per questi tre prodotti fondamentali. E la spesa degli italiani è aumentata anche per i carburanti. "Nella maggior parte dei distributori – denunciato le Associazioni dei consumatori – la benzina è ancora venduta a 1,21-1,24 euro al litro, con un sovrapprezzo di 15 centesimi al litro, pari ad un maggiore esborso annuo di 180 euro ad automobilista".

"È alla luce di questi dati preoccupanti che chiediamo al Garante dei Prezzi di intensificare verifiche e controlli ed al Governo di avviare serie misure":

  1. intervenendo presso la filiera di produzione e distribuzione, per ristabilire la correttezza nella determinazione dei prezzi, continuano infatti a diminuire i costi delle materie prime ed i prezzi alla produzione;
  2. dando il via, finalmente, come promesso da anni, al processo di liberalizzazione della distribuzione dei carburanti, aumentando quindi la vendita attraverso le cosiddette "pompe bianche";
  3. incrementando l’apertura alla vendita diretta di prodotti agro-alimentari, attraverso i farmer’s market.

Il Codacons denuncia, invece, i rincari registrati in ogni settore dall’introduzione dell’euro ad oggi. "In 6 anni (dal 2002 al 2008) ogni famiglia italiana – in base ai dati elaborati dal Codacons – ha speso complessivamente circa 9.100 euro in più a causa dei rincari e delle speculazioni, avvenuti nel totale immobilismo dei governi che si sono succeduti, e che non hanno mai preso a cuore la questione dei consumatori, nè hanno adottato misure efficaci tese a contenere i rialzi dei prezzi".

Gli interventi da mettere subito in campo per consentire risparmi immediati e reali alle famiglie sono per il Codacons i seguenti:

  1. Rafforzare Mr Prezzi e creare un Dipartimento ad hoc dedicato ai consumatori, che abbia la possibilità di elevare sanzioni contro le speculazioni e che studi misure concrete contro il caro-vita.
  2. Liberalizzare i saldi tutto l’anno, dando ai commercianti la possibilità di scegliere quando scontare la propria merce.
  3. Triplo prezzo sui prodotti dell’ortofrutta (origine, ingrosso e dettaglio) così da limitare i ricarichi dal campo alla tavola.
  4. Rafforzare le autorità esistenti (Antitrust, Agcom, ecc.).
  5. Definire il "prezzo anomalo’, ossia l’aumento che viene considerato fuorilegge e, come tale, perseguibile.
  6. Consentire immediatamente la vendita di carburanti presso la grande distribuzione.
  7. Effettuare controlli a tappeto negli esercizi commerciali e verificare costantemente i ricarichi dei prezzi dall’origine al dettaglio.
  8. Creazione in ogni comune italiano di mercati settimanali di vendita diretta produttore-consumatore.

"Queste semplici misure – conclude il presidente Codacons, Carlo Rienzi – avrebbero effetti immediati sull’economia nazionale, stimolando i consumi, innescando la concorrenza e determinando risparmi immediati per i consumatori, pari a 1.000 euro annui a famiglia’.

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