PREZZI. Audizione Antitrust in Senato: “Prezzi, vischiosità legate a ridotta concorrenzialità”

La crisi economica richiede "una risposta coordinata a livello comunitario". E in ambito italiano ha esercitato effetti depressivi sui prezzi meno che in altre realtà europee: segnale,quest’ultimo, di "una vischiosità nel processo di adeguamento dei prezzi che altro non è che un sintomo di ridotta concorrenzialità dei mercati". È quanto ha affermato il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Antonio Catricalà nel corso di un’audizione in Senato, presso la Commissione straordinaria per la verifica dell’andamento generale dei prezzi al consumo e per il controllo della trasparenza dei mercati.

"La dimensione della crisi – ha detto il presidente Antitrust – esige una risposta coordinata a livello comunitario, tesa a tutelare il mercato unico ed i vantaggi che esso ha portato alle imprese ed ai cittadini. Per tali motivi, destano preoccupazione alcuni aiuti selettivi e discriminatori che in Europa, non in Italia, dal settore finanziario si stanno espandendo anche a vantaggio di settori merceologici economicamente maturi, in assenza di previo concerto comunitario".

Dall’andamento dei prezzi e dai dati conosciuti "si trae l’impressione che la crisi abbia sì esercitato i previsti effetti depressivi sui prezzi nel nostro Paese, ma in misura minore rispetto alle altre realtà europee – ha affermato Catricalà – Si conferma anche in questo momento di difficoltà generalizzata una vischiosità nel processo di adeguamento dei prezzi che altro non è che un sintomo di ridotta concorrenzialità dei mercati. Quando, infatti, il mercato funziona correttamente, i prezzi reagiscono con più rapidità alle variazioni delle condizioni di domanda e offerta. Non è casuale che le maggiori differenze riscontrate in precedenza con l’area Euro si rinvengano in settori molto concentrati, quali il trasporto aereo e i carburanti per autotrazione (in relazione ai quali peraltro incide in modo determinate anche l’efficienza del sistema distributivo), o liberalizzati relativamente di recente, come quelli energetici".

Gli interventi pubblici di sostegno attuati all’estero, ha proseguito, sono stati distorsivi. " Più coerenti con il corretto funzionamento del mercato appaiono, ad una prima analisi, le misure adottate lo scorso 6 febbraio in Italia – ha detto il presidente Antitrust – Gli aiuti dovrebbero far ripartire le vendite di beni durevoli e stabilizzare i loro prezzi, agendo sulle cause per cui i consumatori hanno rallentato gli acquisti, tramite l’integrazione della loro capacità di spesa e l’incentivo a non rinviare le proprie decisioni di acquisto".

Sul versante dell’agroalimentare, inoltre, Catricalà ha annunciato la prossima conclusione di un’azione avviata nei confronti dei produttori di pasta: "È imminente la conclusione di procedimento avviato alla fine del 2007 nei confronti delle principali imprese nazionali produttrici di pasta e dell’associazione di categoria, per accertare un’ipotesi di coordinamento in merito agli aumenti di prezzo da applicare a seguito degli aumenti dei costi della farina. Con analoga attenzione, infine, l’Autorità sta esaminando le condotte di prezzo in altri comparti del settore agroalimentare (in particolare il latte) avvalendosi anche delle segnalazioni e informazioni raccolte dal Garante dei Prezzi e dal Ministero dello Sviluppo Economico, con l’ausilio della Guardia di Finanza".

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