PREZZI. Aumenti, Coldiretti accusa: colpa anche di racket ed estorsione

Frutta, verdura e carne alle stelle? Molteplici sono le cause della crescita dei prezzi. Fra i fattori più sottostimati c’è anche la malavita, con fenomeni quali racket, pizzo e usura perpetrati ai danni degli imprenditori agricoli. A lanciare l’allame è la Coldiretti, dopo l’indagine dei carabinieri di Palermo nei confronti di alcuni esponenti di Cosa Nostra. Dal rapporto elaborato dalla Dna (Direzione nazionale antimafia) si evince un giro d’affari illegale di 7,5 miliardi di euro che colpisce le campagne del Belpaese. Secondo l’associazione degli agricoltori, l’intromissione mafiosa nella distribuzione provoca effetti distorsivi del mercato, con ingiustificati aumenti dei prodotti al consumo.

Pizzo, abigeato, capolarato, estorsioni, danneggiamento delle colture, aggressioni, usura, macellazioni clandestine, truffe all’UE. Questi sono solo alcuni dei reati messi in atto dalla Mafia in ambito agricolo. E a farne le conseguenze sono sia i produttori che i consumatori. "Tra i fenomeni preoccupano – afferma la Coldiretti – le intromissioni nel sistema di distribuzione e trasporto dei prodotti alimentari, carne e ortofrutticoli sopratutto, che danneggiano gli operatori sotto il profilo del corrispettivo pagato agli imprenditori agricoli e aumentano in modo anomalo i prezzi al consumo.

Tali comportamenti, specie quando si registrano nei mercati in cui si concentra molta della produzione nazionale, causano effetti distorsivi su tutto il mercato nazionale; contribuiscono, in conseguenza dell’aumento ingiustificato dei prezzi al consumo che da essi deriva, alla diminuzione dei consumi delle produzioni nazionali e alla contrazione delle esportazioni".

Come combattere la criminalità organizzata attiva nelle campagne italiane? Per la Coldiretti occorre superare l’isolamento degli operatori, con il potenziamento della presenza dello Stato nelle zone colpite, ma anche incentivare il ruolo delle associazioni di rappresentanza. "Non si può accettare che – evidenziano gli agricoltori – un settore che ha scelto con decisione la strada dell’attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale, al servizio del bene comune, sia vittimadi inquietanti fenomeni malavitosi e di mafia che umiliano uomini e il proprio lavoro e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini in termini economici e sanitari. La qualità del Made in Italy dipende dalla qualità e dalla trasparenza dei processi produttivi che concorrono a realizzarlo".

Comments are closed.