PREZZI. Aumento Iva, Adiconsum: rischio di arrotondamenti al rialzo

Non c’è solo l’aumento di un punto percentuale dell’Iva. C’è anche il rischio di ulteriori arrotondamenti al rialzo, che aumenteranno i prezzi dei prodotti non dell’1% ma di una percentuale ben superiore. Nel dibattito sui costi che l’aumento dell’Iva deciso dalla manovra economica comporterà per le famiglie italiane, le associazioni dei consumatori denunciano anche il rischio che ci siano arrotondamenti al rialzo. Come accaduto nel passaggio dall’euro alla lira.

"L’aumento dell’Iva deciso dal Governo – ha detto Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum – oltre che produrre effetti negativi sui consumi degli italiani, rischia di realizzare effetti perversi sui prezzi dei beni soprattutto di prima necessità. Così come avvenne in occasione del passaggio dalla lira all’euro gli arrotondamenti a rialzo dei prezzi operati soprattutto dai commercianti sono un rischio più che concreto".

Si avrebbe un aumento superiore al calcolo matematico dell’aumento dell’Iva. Spiega Giordano: "Un abito del prezzo di 100 euro non sarà esposto al prezzo di 101 euro ma molto probabilmente, così come avvenne nel cambio tra lira ed euro, lo stesso vestito verrà esposto a 105 – 110 euro oppure con aumenti percentuali che vanno ben aldilà dell’1%". Per questo l’associazione si impegna a monitorare a campione i prezzi prima e dopo l’aumento dell’Iva, denunciando eventuali speculazioni.

I calcoli delle associazioni sull’impatto della manovra non sono affatto buoni. Per Federconsumatori e Adusbef, a regime si avrà una perdita di oltre 2000 euro l’anno a famiglia. Per l’Adoc, il solo aumento dell’Iva produrrà una riduzione del Pil pari a circa 11 miliardi di euro e una diminuzione della spesa annuale delle famiglie di circa 180 euro, con una contrazione dei consumi compresa fra il 2% e il 3% in settori quali abbigliamento, ristorazione e automobile.

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