PREZZI. Aumento Iva, Consumatori: colpisce tutti. CGIA Mestre: aggravio contenuto

L’introduzione dell’Iva al 21% fa discutere. Si spalmerà su beni e prodotti che vanno a colpire tutte le fasce sociali, e i Consumatori stanno denunciando a più voci il rischio di contrazione dei consumi, di effetto depressivo, di rincari ulteriori legati anche ai costi dei carburanti, che a catena si riflettono su tutta la filiera distributiva. A stemperare i dati c’è invece la CGIA di Mestre, che ha analizzato gli effetti dell’aumento dell’Iva in relazione alla diversa disponibilità di spesa delle famiglie e ha concluso che l’aggravio sarà "abbastanza contenuto".

L’aumento dell’Iva non piace ai Consumatori. Altroconsumo proponeva, al suo posto, di innalzare le aliquote solo per i beni voluttuari, perché "questo avrebbe permesso allo Stato di raccogliere comunque del denaro utile a risanare i conti pubblici, senza però vessare ulteriormente i consumatori socialmente più deboli" quali famiglie numerose e pensionati al minimo.

Viceversa, l’aumento dell’Iva al 21% "colpisce il potere d’acquisto di tutti i consumatori, creando notevoli problemi ai bilanci delle famiglie italiane – afferma Altroconsumo – La nostra preoccupazione è che i fornitori di beni e servizi utilizzino la scusa dell’aumento dell’Iva per incrementare i prezzi, soprattutto dei beni di valore minimo (come accaduto a suo tempo con l’introduzione dell’euro), creando così un’ulteriore diminuzione del potere d’acquisto del consumatore".

Il Codacons stima che la ricaduta sulle famiglie sarà, per un nucleo di tre persone, di 290 euro in più nel 2012, dei quali 209 per l’aumento diretto di un punto dell’Iva e 81 euro per via di arrotondamenti al rialzo considerati inevitabili. Per una famiglia di 4 persone, invece, la stangata raggiungerà i 385 euro, 279 per gli effetti diretti dell’aumento dell’Iva e 106 euro per gli arrotondamenti. L’associazione chiede dunque di togliere dalla lista dei prodotti interessati dall’aumento dell’Iva giocattoli e detersivi, che coinvolgono le famiglie numerose, insieme a caffè, cioccolata e carburanti.

L’aumento dell’Iva è un colpo diretto per consumi e commercio secondo Antonio Lirosi, responsabile Consumatori e Commercio del PD : "Consumatori e imprese, che hanno già dovuto fare i conti con un livello insostenibile dei prezzi dei carburanti aggravati dall’effetto dell’aumento delle accise, ricevono ora da l’onere aggiuntivo della nuova aliquota Iva che si farà sentire anche sul costo dei rifornimenti – spiega Lirosi – E il peggio deve ancora arrivare anche dal lato dell’andamento dei consumi e delle vendite nel settore del commercio, appena si faranno sentire pienamente gli effetti di una manovra talmente depressiva da aver già causato una brusca diminuzione dell’indice di fiducia dei consumatori, ancor prima di essere approvata definitivamente".

Le stime della CGIA di Mestre parlano di effetti più contenuti. Gli effetti dell’aumento dell’Iva al 21% sono stati calcolati prendendo in considerazione diverse fasce di reddito, che vanno da un minimo di 15 mila euro a un massimo di 55 mila euro, e per ognuna di esse è stata calcolata l’incidenza dell’aumento in tre casi: contribuenti senza familiari a carico, famiglie con coniuge e 1 figlio a carico, famiglie con coniuge e 2 figli a carico.

Per un reddito di 15 mila euro, calcola la CGIA, si va da un aggravio annuo di 37,54 euro senza familiari a carico ad uno di 60,64 con coniuge e 2 figli; per i redditi di 20 mila euro, l’impatto varia da 45,57 euro a 68,03 euro; per i redditi di 30 mila euro, le cifre variano da 58,27 a 77,84 euro. La fascia di reddito più elevata presa in considerazione, quella di 55 mila euro, registra gli aumenti più consistenti, che vanno da 99,75 per coloro che non hanno familiari a carico fino a 123,21 euro per chi ha coniuge e 2 figli.

Conclude il segretario CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi: "L’aumento dell’aliquota Iva dal 20% al 21% comporta un aggravio sui bilanci delle famiglie tutto sommato abbastanza contenuto. Inoltre, questa misura non dovrebbe avere un effetto particolarmente pesante sull’aumento dei prezzi e quindi sull’inflazione. Per questo possiamo dire che in tempi di emergenza come quelli che stiamo vivendo in questo momento, un provvedimento di queste tipo, assieme al contributo di solidarietà, rappresentano il male minore, visto che non sembrano esserci molte altre valide alternative".

Comments are closed.