PREZZI. Autorità annuncia: “Invariati il prezzo gas e tariffe luce”

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha provveduto all’aggiornamento periodico delle tariffe per il primo trimestre 2007 (gennaio – marzo); i provvedimenti non determinano alcun aumento per le famiglie e la tariffa media nazionale dell’energia elettrica diminuisce dell’1,6%. I provvedimenti sono disponibili sul sito www.autorita.energia.it

GAS

Per il secondo trimestre consecutivo la componente materia prima della tariffa del gas naturale non aumenta, in quanto i costi correlati ai più recenti andamenti del mercato degli idrocarburi hanno registrato variazioni al di sotto della soglia d’invarianza oltre la quale scatterebbero gli aumenti.
Inoltre è stato mantenuto, come per i trimestri precedenti, il parziale conguaglio a favore dei consumatori.

Il valore medio nazionale delle condizioni economiche di fornitura (prezzo di riferimento) – per chi utilizza meno di 200 mila metri cubi all’anno definite dall’Autorità (differenziate localmente e che devono essere obbligatoriamente offerte dai venditori accanto a loro eventuali diverse proposte) – è confermato in 69,56 centesimi di euro/mc, ed è composto dalle seguenti voci di costo:
– distribuzione sulle reti locali e cittadine 7,43 centesimi di euro/mc (pari al 10,7% del totale)
– trasporto nazionale 3,34 centesimi di euro/mc (pari al 4,8% del totale)
– stoccaggio 0,98 centesimi di euro/mc (pari all’ 1,4% del totale)
– commercializzazione all’ingrosso 3,58 centesimi di euro/mc (pari al 5,2% del totale)
– commercializzazione al dettaglio 2,39 centesimi di euro/mc (pari al 3,4% del totale)
– materia prima 23,30 centesimi di euro/mc (pari al 33,5% del totale)
– imposte 28,54 centesimi di euro/mc (pari al 41,0% del totale).

ELETTRICITA’

Dal 1° gennaio 2007, rispetto al trimestre in corso, per il settore domestico (con riferimento ad una tipica famiglia con una potenza impegnata di 3 Kw e consumi di 225 kWh mensili) la tariffa elettrica e la relativa spesa restano invariate. In particolare la tariffa, al lordo delle imposte, resta pari a 15,60 centesimi di euro per kWh.

Anche in ragione del diverso andamento della tariffa di misura [si veda l’analisi di approfondimento riportata di seguito], a fronte dell’invarianza della spesa per la famiglia tipo, la tariffa media nazionale fa segnare una riduzione, al netto delle imposte, pari a 0,21 centesimi di euro per kWh (-1,6%). In media nazionale la tariffa del mercato vincolato, al netto delle imposte, è pari a 13,19 centesimi di euro per kWh, ed è composta dalle seguenti voci di costo:
– trasmissione, distribuzione e misura (comprese le componenti a copertura dei relativi costi di perequazione e miglioramento della qualità del servizio) 2,42 centesimi di euro per kWh (pari al 18,3% del totale)
– produzione, dispacciamento e vendita ai soli clienti del vincolato (compresi i relativi costi di perequazione) 9,03 centesimi di euro per kWh (pari al 68,5% del totale)
– componenti specifiche (interrompibilità e disponibilità impianti) 0,16 centesimi di euro per kWh (pari all’1,2 % del totale)
– oneri di sistema (energia rinnovabile, ricerca, nucleare, "stranded costs", rimborsi alle reti isolate, perdite, regimi tariffari speciali) 1,58 centesimi di euro per kWh (pari al 12,0% del totale).

Nel definire trimestralmente la tariffa dei clienti del mercato "vincolato", l’Autorità si basa: (i) sui costi d’acquisto dell’energia elettrica sostenuti dall’Acquirente Unico, che opera per conto delle famiglie e dei clienti di minori dimensioni; (ii) sui costi del trasporto (trasmissione, distribuzione e misura), che vengono fissati annualmente imponendo alle imprese recuperi obbligatori della produttività; (iii) sul recupero a consuntivo dello scostamento tra le previsioni e i costi effettivi d’acquisto del periodo precedente; (iv) sulle esigenze di copertura degli oneri generali di sistema (promozione delle fonti rinnovabili e assimilate, ricerca, "stranded costs", decommissioning nucleare, ecc.).

Le componenti della tariffa elettrica, per il prossimo trimestre, che subiscono modifiche degne di nota sono:
– la componente a copertura dei costi di acquisto e dispacciamento dell’energia elettrica per i clienti del mercato vincolato: grazie alle migliori prospettive circa l’andamento del prezzo dei combustibili per il prossimo anno, tale componente fa segnare una riduzione della tariffa media nazionale di circa il 2,5%;
– le tariffe di trasmissione e distribuzione ivi incluso il riconoscimento agli operatori dei costi per il miglioramento nella continuità del servizio elettrico (diminuzione delle interruzioni): tali componenti inducono un leggero aumento della tariffa media, corrispondente a meno dello 0,5%;
– le tariffe di misura, aggiornate dopo tre anni di invarianza, il cui nuovo livello risente degli importanti investimenti realizzati negli ultimi anni per la diffusione dei misuratori elettronici a vantaggio dei clienti in bassa tensione (in prevalenza famiglie): tale aggiornamento (che induce un aumento della tariffa media inferiore allo 0,5%) incide in misura maggiore sugli stessi utenti in bassa tensione; tutto ciò, tuttavia, permetterà in prospettiva sia risparmi sui costi operativi dei distributori, sia un’applicazione più estensiva delle tariffe multiorarie domestiche, con i conseguenti vantaggi tariffari per le famiglie;

– gli "oneri di sistema" sono stati incrementati a causa delle nuove necessità derivanti: dal finanziamento delle attività nucleari, in connessione al recente accordo con Areva (la società francese incaricata da Sogin per il riprocessamento del combustibile nucleare irraggiato); dal finanziamento della ricerca posta l’attivazione, sia pure parziale, degli accordi di programma e per il nuovo crescente onere connesso alla remunerazione del fotovoltaico e delle altre fonti rinnovabili (va comunque evidenziato come sia stato possibile contenere tali aumenti per effetto dei provvedimenti dell’Autorità che hanno limitato sensibilmente gli oneri futuri per gli impianti "Cip 6"); complessivamente l’incremento induce un aumento dell’ordine di un punto percentuale sulla tariffa domestica, mentre sulla tariffa media ha un impatto molto inferiore;
– il recupero dei costi di approvvigionamento relativi al passato (componente UC1) segna infine un incremento dovuto alla necessità di recuperare partite economiche relative ai primi 8 mesi del 2006; l’incremento della componente UC1 comporta una sostanziale invarianza in termini di tariffa media, in quanto tale incremento è più che compensato dal venir meno della componente di recupero infra-annuale presente nella tariffa dello scorso trimestre.

 

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