PREZZI. BCE: “Su inflazione incidono petrolio, salari e costi”

Fra i fattori che maggiormente pesano sull’inflazione ci sono il rincaro del petrolio e la dinamica di salari e costi. Lo rende noto la BCE (Banca Centrale Europea) nel Bollettino mensile di agosto. Per le prospettive future, le previsioni di espansione nel medio periodo restano favorevoli. Secondo l’Eurotower esistono infatti i presupposti per il perdurare di una crescita sostenuta nell’area dell’euro. Nel medio periodo, occorre però monitorare l’andamento dei prezzi per evitare pericoli di instabilità connessi all’andamento della componente materie prime. Gli esperti prevedono un rialzo inflazionistico pari al 2% nel 2007 e 2008 (stima precedente 1,9%).

"Il rincaro del petrolio, – afferma la BCE – il profilarsi di vincoli di capacità e il potenziale rafforzamento della dinamica dei salari e dei costi avvalorano, unitamente ad altri fattori, la precedente valutazione del Consiglio direttivo secondo cui vi sono rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio periodo. L’esistenza di tali rischi a medio-lungo termine trova conferma nel vigore dell’espansione monetaria di fondo. È essenziale pertanto vigilare con molta attenzione per evitare che si concretizzino rischi per la stabilità dei prezzi nel medio periodo. Ciò, a sua volta, concorrerà ad assicurare che le aspettative d’inflazione a medio-lungo termine nell’area dell’euro restino saldamente ancorate su livelli coerenti con la stabilità dei prezzi. Come sottolineato in passato, questo costituisce un presupposto affinché la politica monetaria continui a contribuire a una crescita economica sostenibile e alla creazione di posti di lavoro nell’area".

Secondo il parere espresso nel Bollettino mensile, nel complesso sussistono "condizioni di finanziamento favorevoli, una vigorosa crescita di moneta e credito e una situazione di liquidità abbondante. In prospettiva, resta quindi necessario intervenire con tempestività e fermezza per assicurare la stabilità dei prezzi nel medio periodo".

Positive le stime per il futuro, soprattutto nel medio periodo. "Vi sono i presupposti – sottolinea la Banca Centrale Europea – per il perdurare di una crescita sostenuta nell’area dell’euro. Quanto al contesto esterno, l’espansione dell’economia è divenuta più equilibrata tra le regioni del mondo e seguita a essere vigorosa. Le condizioni esterne continuano, dunque, a sostenere le esportazioni dell’area dell’euro. Anche la domanda interna dell’area dovrebbe preservare il suo slancio relativamente vivace. Gli investimenti dovrebbero restare dinamici, beneficiando di condizioni di finanziamento complessivamente favorevoli, utili societari che sono stati e permangono elevati, ristrutturazione dei bilanci, nonché guadagni di efficienza delle imprese su un periodo prolungato. I consumi saranno sostenuti dall’evoluzione del reddito disponibile reale, in un contesto caratterizzato dal perdurare di una forte crescita

Serve però sempre la massima attenzione per evitare rischi di instabilità. "Nella valutazione delle tendenze dei prezzi – afferma la BCE – è importante guardare oltre la variabilità di breve termine dei tassi di inflazione. L’orizzonte temporale rilevante ai fini della politica monetaria è il medio periodo. Le prospettive per la stabilità dei prezzi su tale orizzonte restano soggette a rischi al rialzo, riconducibili alle quotazioni petrolifere e, in particolare, a fattori interni (salari e costi)". "Il Consiglio direttivo – prosegue l’Eurotower – vigilerà quindi con molta attenzione per evitare che si concretizzino tali rischi e per far sì che le aspettative d’inflazione di medio-lungo periodo nell’area dell’euro restino saldamente ancorate su livelli coerenti con la stabilità dei prezzi. Pertanto, in prospettiva, resta necessario intervenire con tempestività e fermezza per assicurare la stabilità dei prezzi a medio termine".

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