PREZZI. Benzina, Casper chiede intervento Antitrust

"Negli ultimi 10 giorni si è verificata una serie sospetta di rincari alla pompa, che determina un aggravio di spesa per gli automobilisti pari a 2,3 euro a pieno, sia per la benzina che per il gasolio". E così i Consumatori riuniti nella sigla Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori), chiedono attraverso un esposto l’intervento dell’Antitrust in merito ai prezzi dei carburanti. Anche perché gli aumenti si registrano proprio in vista delle partenze dell’8 dicembre.

Oggi infatti c’è stata una nuova impennata nei prezzi dei carburanti: secondo il monitoraggio di quotidianoenergia.it, "a muovere oggi i prezzi raccomandati sono state IP (+0,5 centesimi sulla benzina, +1,5 centesimi sul diesel), Shell (+1 centesimo su entrambi) e TotalErg (+1,5 centesimi su tutti e due i prodotti). Mosse immediatamente recepite a livello di prezzi praticati". E così "la media nazionale dei prezzi praticati della benzina (in modalità servito) va dall’1,440 euro/litro negli impianti Esso all’1,455 euro/litro dei punti vendita Tamoil. Le no-logo sono a 1,384 euro/litro. Per il diesel si passa dall’1,321 euro/litro riscontrato nei punti vendita Esso all’1,334 euro/litro rilevato in media negli impianti Tamoil. No-logo a 1,257 euro/litro".

Sull’aumento dei prezzi le associazioni di consumatori protestano. Casper chiede all’Antitrust di indagare su possibili speculazioni: "Il nostro timore – afferma il Comitato – è che tali aumenti dei prezzi non abbiano molto a che vedere con le dinamiche e le quotazioni internazionali che determinano i listini, ma siano il frutto di operazioni speculative, finalizzate ad ottenere ingiusti vantaggi economici sulle spalle dei cittadini che si metteranno in viaggio per la festività dell’8 dicembre".

Del resto, aggiunge Casper, non è neanche la prima volta che i rincari coincidono con ponti e festività: "La scorsa Pasqua ad esempio (aprile 2010) il prezzo della verde passò in pochi giorni da 1,395 a 1,413 euro/litro, e il gasolio da 1,224 a 1,241 euro/litro, mentre a dicembre 2009 i listini subirono una impennata che proseguì fino all’Epifania, passando da 1,291 euro al litro di metà dicembre a 1,340 euro/litro del 7 gennaio 2010 (benzina), e da 1,138 euro/al litro a 1,185 per il gasolio".

Federconsumatori, da parte sua, chiede la realizzazione dell’accisa mobile per evitare che "lo Stato si trasformi nell’ottava compagnia petrolifera". Commenta il presidente Rosario Trefiletti: "In merito all’impennata dei prezzi dei carburanti, oltre agli inevitabili extraguadagni di tutta la filiera petrolifera pagati dagli automobilisti, che abbiamo già stimato pari a 8-9 centesimi al litro, vi è un altro soggetto che lucra in misura notevole: lo Stato. Infatti, dal 1 gennaio 2010, l’IVA (che è una tassa mobile al 20%) è aumentata per la benzina di 2 centesimi al litro e per il gasolio di 2,5 centesimo al litro. È necessario sapere che l’erogazione dei carburanti è stimata in miliardi di litri. Se su questi miliardi di litri si applicano gli aumenti dell’IVA appena citati emerge che l’Erario ha maggiori entrate: per la benzina pari a 26 milioni di Euro al mese e, per il gasolio, pario a 62,5 milioni di euro al mese. Stando così le cose, lo Stato percepisce 88,5 milioni di Euro al mese, pari a 1 miliardo e 62 milioni di euro annui".

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