PREZZI. Benzina, Consumatori: riduzione di un cent insufficiente. Gestori minacciano nuovi scioperi

Benzina sempre in primo piano, con i ribassi del prezzo del petrolio cui non seguono adeguate flessioni del prezzo dei carburanti e con la conferma dello stato di agitazione da parte dei gestori, che dichiarano l’inefficacia della trattativa con il Governo e pianificano nuovi scioperi. Dopo 7 ore di mediazione, annuncia la Federazione autonoma italiana benzinai (Faib), "il Ministero non è riuscito a far rientrare la protesta dei gestori che adesso minacciano nuove chiusure". Intanto, stasera alle 22.00 riapriranno gli impianti sulle autostrade e domani mattina alle 7.00 tutti gli altri.

Dai Consumatori la critica nei confronti di prezzi ancora troppo elevati. "Le riduzioni dei prezzi dei carburanti consigliati dalle compagnie petrolifere sono del tutto insufficienti, anzi insignificanti – affermano Federconsumatori e Adusbef – Ben altro bisognerebbe fare, sia perché il prezzo del petrolio è sceso dai 70 ai 60 Dollari al barile nel giro di una settimana, quindi del 15%, e sia perché lo stessa quotazione internazionale della benzina (Platts) è scesa di identica percentuale. Una corretta riduzione del 15% del prezzo industriale dovrebbe essere pari a 7,5-8 centesimi al litro" a fronte di una riduzione oggi annunciata di un solo centesimo. "Di fronte a questa situazione – affermano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef – ci chiediamo dove sia il Governo. Ormai, su tale questione, lo riteniamo presente "solo a parole", visto che non si decide ad intervenire per rendere più efficiente la filiera petrolifera, dalla produzione al consumo, e nemmeno ad avviare la necessaria liberalizzazione del settore, aprendo la vendita anche alla grande distribuzione".

Intanto i gestori ritengono "insufficiente" la proposta di mediazione governativa e minacciano nuovi scioperi. "Si è trattato di una lunga maratona al Ministero – sottolinea il presidente della Faib-Confesercenti, Martino Landi – durante la quale si è capito sin da subito che non c’erano risposte utili per decidere la sospensione dello sciopero. Nessun passo avanti sulla stabilizzazione del bonus fiscale, né sulle altre misure legislative richieste dalla categoria: ridefinizione dei diritti camerali, obblighi di comunicazione prezzi, superamento dei vincoli degli acquisti in esclusiva, unificazione del mercato rete-extrarete. Il confronto al Ministero dopo mesi di discussioni non ha portato alcun risultato neanche sulla vertenza Eni". Di conseguenza, continua il presidente Faib, si sta valutando di mettere in calendario nuove chiusure su tutta la rete ad eccezione delle aree terremotate d’Abruzzo.

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