PREZZI. Benzina, Faib e Fegica: esultanza del MSE è immotivata

L’esultanza del Ministero dello Sviluppo economico per i prezzi dei carburanti e l’andamento del divario rispetto all’Europa è decisamente immotivato. In assenza di una vera liberalizzazione, la differenza rimane compresa fra 4 e 5 centesimi al litro. E le riforme che vengono rigettate erano state avanzate dai promotori di "Libera la Benzina" ed erano finite anche nella prima bozza del decreto sviluppo. E’ una bocciatura senza mezzi termini quella fatta dal Coordinamento Nazionale Unitario di Faib e Fegica nei confronti delle ultime dichiarazioni del sottosegretario con delega all’energia Stefano Saglia: "L’esultanza – si legge in una nota – per una pretesa riduzione del divario tra i prezzi dei carburanti in Italia verso il resto d’Europa è fuori luogo e immotivata, oltreché capace di indurre pubblica opinione e consumatori a farsi un’idea di quanto avviene falsa e mistificata. Secondo i dati pubblicati proprio sul sito del Ministero dello sviluppo economico infatti, il cosiddetto "stacco Italia" per la benzina super era pari a 4,6 centesimi all’inizio dell’anno ed è pari a 4,7 centesimi (+0,1) con la rilevazione del 17 di ottobre. Stesso discorso vale per lo "stacco" sul gasolio che passa dai 3,3 ai 3,8 centesimi (+0,5) attuali. Serietà vorrebbe che quella riduzione di cui tenta di assumere il merito il Sottosegretario Saglia, fosse rappresentata come il risultato di un aumento precedente ed inusitato dello "stacco" verso l’Europa, peraltro registrato anche dall’ultima riunione della Commissione ministeriale prezzi. Appena il 26 settembre scorso, sempre secondo i dati resi pubblici dal Mise, il gap che ci divide dalla media degli altri Paesi europei aveva raggiunto il livello record di 5,1 cent (+1,8) per il gasolio, mentre quello per la benzina toccava addirittura i 6 centesimi (+1,4)".

Tutto questo, continua il Coordinamento, è frutto di un sistema non ancora pienamente liberalizzato. Ancora: "Quelle proposte di riforma (costituzione di un mercato all’ingrosso competitivo e trasparente dei carburanti; separazione delle reti; fine dell’obbligatorietà delle forniture in esclusiva; divieto ai cartelli ingannevoli sugli sconti) che Saglia rigetta come "non aver riscontro in nessun altro Paese europeo" e che attribuisce dell’opposizione e che costituiscono gli elementi centrali del progetto "Libera la benzina!" promosso dal Coordinamento Nazionale Unitario di Faib e Fegica, hanno trovato una loro collocazione persino nella prima bozza di decreto sviluppo (art.48) di cui la stampa ha dato ampio conto e rilievo. Se il Sottosegretario Saglia – conclude il Coordinamento – volesse sostenere di non saperne niente o, peggio, che il decreto sviluppo sia frutto dell’estensione di pericolosi esponenti dell’opposizione, sarebbe davvero troppo".

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