PREZZI. Benzina, UNC: pesano ancora guerra d’Abissinia e alluvione di Firenze

Guerra d’Abissinia, crisi di Suez, alluvione di Firenze: anche queste pesano sul prezzo della benzina, il cui andamento segue quello del greggio ma senza sincronia. E il vero problema sono tasse e accise pagate per eventi straordinari e non cancellate. "Discettare sul rapporto tra il prezzo del greggio e quello dei carburanti è interessante, ma poco utile per le tasche dei cittadini". È quanto commenta l’Unione Nazionale Consumatori sull’andamento del prezzo di greggio e carburanti.

Per l’associazione il problema sono tasse e accise, che costituiscono più del 50% del prezzo al consumo. "Le accise, in particolare, sono state introdotte – commenta UNC in una nota – per far fronte ad eventi straordinari e poi non sono state più cancellate: 1 millesimo di euro ancora si paga per la guerra d’Abissinia del 1935, 7 millesimi sono richiesti per la crisi di Suez del 1956, 5 millesimi servono per l’alluvione di Firenze del 1966 e 2 centesimi si spendono per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 (il totale delle sole accise comprensivo di IVA ammonta a 30 centesimi al litro). Ciò significa che l’andamento del prezzo del greggio incide sulla parte del prezzo finale legata al prodotto, ma non sulla componente fiscale". Di conseguenza il prezzo del greggio è solo una parte di quello della benzina alla pompa ed "è necessario eliminare le accise, che gravano indistintamente sui consumatori e non rispondono ai principi di equità e proporzionalità della tassazione".

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