PREZZI. Benzina, è corsa al rialzo

Quello di ieri del Sottosegretario Saglia sembrava un monito rivolto ai gestori ma è rimasto inascoltato tanto che oggi si assiste ad un ulteriore rialzo del prezzo della benzina, tra l’altro a 48 ore dal tanto atteso esodo d’agosto. Una coincidenza? Non è dato saperlo ma tanto è che oggi chi vuole fare un pieno di benzina alla Shell deve sborsare 1,35 euro al litro. E’ una vera e propria corsa al rincaro se si pensi che ieri Agipha fatto la prima mossa portando la verde a 1,34 euro. Oggi la Shell. Domani? I consumatori sono infuriati. Adiconsum fa notare come "nonostante la borsa delle materie prime varia ogni giorno, a nessuna impresa industriale è consentito variare i prezzi quotidianamente. Fanno eccezione le compagnie petrolifere". La proposta avanzata dall’Associazione è quella di vincolare le compagnie petrolifere a variare il prezzo alla pompa per un periodo predeterminato (es. 3 mesi). "Una proposta – spiegano da Adiconsum – che non viola le regole comunitarie, tanto che è già in atto per elettricità e gas. Per i consumatori, invece, avrebbe un grande vantaggio". L’Associazione sollecita il presidente dell’Antitrust, Catricalà, ad aprire un’inchiesta in merito.

Le lamentele di Federconsumatori, invece, sono rivolte al’inerzia del Governo che– si legge nel comunicato – dovrebbe agire avviando maggiori verifiche e controlli sul meccanismo intollerabile della doppia velocità di adeguamento dei prezzi dei carburanti e permettendo, una volta per tutte, una piena liberalizzazione del canale di vendita dei carburanti, anche attraverso la grande distribuzione". L’Aduc, infine, auspica un solo intervento dello Stato: la riduzione dell’imposizione fiscale che oggi e’ al 70%.

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