PREZZI. Benzina, al Sud 1,53 euro/litro. Federconsumatori e Adusbef: “Il Governo ci guadagna”

Per fortuna i gestori prevedevano stabilità dei prezzi per i prossimi giorni, ovvero questi. Che invece segnalano un dato ormai quasi quotidiano: l’aumento del prezzo dei carburanti. Dopo il rialzo della benzina e il superamento di quota 1,50 euro/litro, infatti, la corsa ai rincari non si è affatto fermata: secondo le odierne rilevazioni di Quotidiano energia la benzina a livello medio nazionale ha superato quota 1,51 euro al litro, mentre in alcune aree del Sud addirittura vola oltre 1,53 euro al litro, avvicinandosi così al record di luglio 2008 di 1,56 euro al litro.

Una situazione che i Consumatori giudicano inspiegabile. Commentano in particolare Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti Federconsumatori e Adusbef: "Davvero inspiegabile e del tutto ingiustificato il nuovo balzo dei prezzi della benzina, che ha superato la quota di 1,51 euro/litro raggiunta solo ieri, arrivando nelle ultime ore a punte di 1,53 euro al litro. Il Governo è inerte ormai da diversi mesi nonostante le nostre continue ed insistenti denunce giornaliere". I prezzi, continuano, sono ai livelli del 2008, quando il petrolio si attestava a 147 dollari al barile. Le ricadute sulle tasche degli automobilisti saranno pesanti. E per le due associazioni, "qualcuno ci guadagna".

"Alla filiera petrolifera si aggiunge un comprimario di tutto rispetto, il Governo, che guadagna anch’esso dalla tassazione dei prezzi dei carburanti – affermano le due associazioni – Forse, o senza forse, al Governo interessa di più guadagnare a spese dei consumatori anziché utilizzare norme di legge che potrebbero, e dovrebbero, calmierare tale prezzo disponendo l’applicazione della cosiddetta accisa mobile, in grado di bilanciare la tassazione sull’intero costo del carburante. Senza di ciò siamo di fronte a una perdita economica che pesa sulle tasche degli automobilisti per 198 euro annui (108 per costi diretti e 90 per costi indiretti)".

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