PREZZI. Benzina alle stelle, Federconsumatori e Adusbef: dove è finito il Protocollo?

Stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, questa mattina quasi tutte le compagnie, fatta eccezione per Tamoil, applicano rialzi ai listini. Eni applica il secondo aumento nel giro di tre giorni, con un +0,5 centesimi sulla benzina e +1 centesimo sul gasolio. La media dei prezzi calcolata dalla Staffetta si attesta così a 1,551 euro/litro sulla verde e a 1,447 euro/litro sul diesel. Molto diversificata, tuttavia, la situazione sul territorio, dove i rialzi arrivano fino a 1,5 centesimi al litro sulla verde e a 2 sul gasolio, a seconda delle zone.

La situazione relativa al prezzo della benzina si sta facendo insopportabile ed è ora che se ne si faccia carico. Federconsumatori e Adusbef lanciano il nuovo allarme e allo stesso tempo ricordano di aver già denunciato il fatto che "qualcosa non andava quando, a fronte di un prezzo di 1.56 Euro/litro della benzina massimo storico raggiunto nel 2008, il petrolio quotava a 147 dollari al barile, certo molto distante dall’attuale quotazione (100 dollari al barile)".

"Ad ulteriore prova delle nostre forti perplessità – aggiungono le Associazioni – abbiamo ricercato i dati relativi ai prezzi della benzina quando il petrolio quotava 100 dollari al barile, come in questi giorni. Ebbene, il prezzo della benzina si aggirava attorno a 1,38 – 1,39 Euro/Litro. Ma abbiamo voluto fare di più, cioè confrontare i prezzi industriali relativi a quel periodo e all’attuale momento. Il differenziale è di ben 10 centesimi, cioè tra 59 centesimi al litro nel 2008 a 69 – 70 centesimi all’attuale".

Federconsumatori e Adusbef sono consapevoli del fatto che "è necessario l’aggiustamento per via del cambio oggi meno favorevole dell’euro rispetto a quel periodo" ma anche in questo modo si verifica un divario del tutto incomprensibile di circa 6 centesimi al litro.

Di fronte a tutto ciò, oltre a reiterare – dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti – l’accelerazione dei punti contenuti nel protocollo convenuto con il Ministero dello Sviluppo Economico (contrasto alla doppia velocità dei prezzi, efficienza della rete e apertura alla grande distribuzione, blocco settimanale dei prezzi), chiediamo che l’Eni, come importante azienda con capitale pubblico, venga richiamata ad un ruolo più consono di impresa calmieratrice del mercato, ed inoltre, utilizzando norme già esistenti nel nostro ordinamento si metta in campo la cosiddetta "accisa mobile" per non permettere che su questo terreno vi siano incrementi fiscali da parte dello Stato.
Ribadiamo, inoltre, che in mancanza di interventi su questa materia, le famiglie italiane, per costi diretti ed indiretti, subiranno 198 Euro annui come ricaduta negativa sul loro potere d’acquisto.

 

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