PREZZI. Benzina, aumenti in prossimità dello sciopero. Proteste dei consumatori

Alle 19:30 di oggi inizia lo sciopero dei distributori di carburante. A poche ore dalla serrata, molti automobilisti, in fila per fare il pieno, hanno trovato un’amara sorpesa: prezzi "ritoccati" di 2-3 centesimi (oltre agli aumenti già verificatisi nei giorni scorsi). Secondo il Codacons si tratta di una situazione inaccettabile, che esige controlli immediati da parte delle forze dell’ordine. Analoga protesta da parte di Adusbef e Federconsumatori, che hanno constatato costi massimi fino a 1,38-1,39 euro al litro. Adiconsum intanto chiede al Governo di andare avanti nella liberalizzazione del settore, attuando in tutta Italia la vendita presso la grande distribuzione.

"La stessa situazione – denuncia il Codacons – si era creata in occasione del precedente sciopero dei gestori con rialzi speculativi dei prezzi della benzina e del gasolio, tesi a "spremere come limoni" i poveri automobilisti costretti a fare rifornimento per non restare a secco". "Un comportamento vergognoso – afferma il Presidente di Codacons, Carlo Rienzi – contro il quale chiediamo controlli a tappeto immediati da parte dei Nas, attraverso ispezioni presso i distributori di tutta Italia. I risultati di tali verifiche devono essere poi passati alle Regioni – prosegue Rienzi – che a loro volta devono procedere ritirando l’autorizzazione alla vendita di carburanti nei confronti di quei gestori che hanno effettivamente speculato a danno dei cittadini". Contro lo sciopero dei benzinai ed i rincari dei prezzi dei carburanti l’associazione ha annunciato di avere organizzato un boicottaggio che coinvolgerà a turno tutti i marchi di benzina operanti in Italia.

Adusbef e Federconsumatori chiedono un intervento immediato, da parte di tutti i soggetti preposti: "dal Governo alle varie Istituzioni, a partire dal Ministero dello Sviluppo Economico e da quello dell’ Economia che, non dimentichiamo, è il maggiore azionista dell’Eni, ed inoltre, naturalmente, la guardia di finanza". "E’ intollerabile – sostengono le due associazioni – che si speculi così sui cittadini, per contrastare un processo di modernizzazione che è simile in tutta Europa. Vogliamo ricordare che oltre a queste denunce, e ad altre iniziative che il collegio legale delle Associazioni metterà in campo, dal prossimo sciopero inizieremo un boicottaggio sistematico dei vari marchi di benzina".

Per il Segretario Generale di Adiconsum, Paolo Landi, occorre proseguire nella liberalizzazione del settore. "Per troppi anni – afferma Landi – le lobby hanno condizionato il Parlamento nel salvaguardare privilegi e rendite che negli altri Paesi europei venivano gradualmente smantellati. Per Adiconsum, i provvedimenti Bersani vanno nella giusta direzione. Le reazioni dei taxisti, dei benzinai e dei notai sono comprensibili, ma non possono essere condivise". Evidenti i vantaggi che deriverebbero da un’effettivo libero mercato. Secondo Adiconsum, attualmente il numero dei distributori presso la G.O. nel nostro Paese è inferiore a 15, a fronte dei 25mila impianti dei gestori. "Ciò che invece costituisce un elemento positivo per Adiconsum è che gli impianti della GDO possono realizzare sconti di 8-10 cent senza vendere sottocosto. Questo dato è evidentemente dirompente per le compagnie e per i distributori". "Se la lotta dei distributori – conclude l’associazione – fosse finalizzata ad acquisire un maggior ruolo contrattuale verso le compagnie e quindi a consentire una possibile diminuzione del prezzo della benzina, la protesta potrebbe essere appoggiata. Se l’obiettivo della protesta fosse, invece, quello di impedire lo sviluppo di una vera concorrenza, è evidente che i consumatori non possono condividerla".

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