PREZZI. Benzina, la denuncia della Casa del Consumatore e dell’Adoc

Dopo quasi tre mesi di rilevazioni quotidiane dei prezzi delle compagnie petrolifere è emerso che la differenza di prezzo tra la più cara e la meno cara di otto compagnie è di appena tre millesimi di euro nel diesel e quattro millesimi nella benzina. Questo il risultato dell’inchiesta della Casa del Consumatore cui è seguita, ieri, una denuncia all’Antitrust, a Mr. Prezzi e al Ministro Scajola.

"L’indagine era stata avviata con il duplice obiettivo di segnalare ai consumatori le compagnie più convenienti o, in caso di appiattimento dei prezzi, fornire la prova che i sospetti di cartello non sono così fantasiosi. Purtroppo si è verificata la seconda ipotesi – ha spiegato l’avv. Giovanni Ferrari, Presidente nazionale della Casa del Consumatore – Ora ci rimettiamo alle decisioni delle Autorità di sorveglianza e del Ministro certo che in questa situazione forse meglio sarebbe ritornare al prezzo (magari solo massimo) fissato dallo Stato: non cambierebbe nulla e si potrebbero evitare le più volte segnalate operazioni a sospetto di speculazione".

L’iniziativa (denominata "CAROPIENO") è stata avviata lo scorso agosto dalla Casa del Consumatore attraverso il proprio "blog del consumatore". Il blog ha seguito, settimana dopo settimana attraverso i dati rilevati da Quotidiano Energia, l’andamento dei prezzi consigliati dalle compagnie petrolifere e ha stilato una classifica settimanale che, con carattere continuativo, ha seguito l’andamento dei prezzi dei carburanti.

L’indagine ha evidenziato che, sin dalle prime settimane, le compagnie salivano e scendevano in classifica me la differenza tra la prima e le ultime restava pressoché immutata. Dopo quasi tre mesi si sono constatate differenze talmente minime da far ritenere perlomeno plausibile l’esistenza di un cartello. Di qui la segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenze e del Mercato, al Garante per la Sorveglianza dei Prezzi e al Ministro dello Sviluppo Economico.

Anche l’Adoc è tornata a parlare dei prezzi della benzina stimando l’incremento della spesa annuale per gli automobilisti. "Nonostante l’euro forte sul dollaro, i prezzi dei carburanti sono in costante aumento – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – le promesse di agosto dal Governo di intervenire sui listini, al fine di calmierare i prezzi, sono rimaste lettera morta. La voce carburanti rappresenta un esborso gravoso per i consumatori, oltre 2500 euro l’anno. Con un taglio di 10 centesimi sia delle tasse che del prezzo del prodotto industriale ad opera dei petrolieri, per complessivi 20 centesimi, chi possiede un’auto a benzina spenderebbe in media 360 euro in meno l’anno, mentre con un’auto a gasolio si risparmierebbero 180 euro. E con il calo dei costi di trasporto potrebbe realizzarsi l’agognato calo dei prezzi dei prodotti alimentari che, in quanto trasportati su gomma, risentono delle oscillazioni del greggio. Potrebbe esserci una del 20% sul prezzo di questi ultimi, per un risparmio di altri 200 euro circa".

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