PREZZI. Bollette elettriche e gas, spesa record per le famiglie

Spesa record per le bollette elettriche e del gas: nel 2006 le famiglie italiane hanno dovuto fronteggiare una spesa da record e si sono viste arrivare la bolletta più salata degli ultimi dieci anni, lievitata dal 1995 a oggi di oltre 157 euro, di cui la metà solo nel 2006. E per l’anno prossimo non si prospettano buone notizie: si prevede che le bollette saranno più care anche nel 2007. Sono questi alcuni dati emersi dalla "VII Indagine nazionale sulle bollette elettriche e del gas", presentata oggi a Roma dalla Federconsumatori. Nell’energia elettrica, la spesa media annua per utenza domestica (considerato un consumo di 2700 Kwh) è salita dai 296,81 euro del 1995 a 399,31 euro di quest’anno, con un aumento pari a 102,5 euro e al 34,5%. Per il gas, la spesa media per utenza domestica (con un consumo di 1400 mc) è invece salita dal 737,49 euro del 1996 ai 1029,26 del 2006: l’aumento complessivo è stato dunque di 291,77 euro, pari al 39,56%.

Secondo l’indagine, rispetto al 2005 c’è stato un aumento di oltre 53 euro per una famiglia tipo, con una potenza impegnata di 3 kw e che consuma 2700 kw di energia elettrica in un anno. E senza considerare che dal 1 ottobre è previsto un ulteriore aumento trimestrale di oltre 4 euro. Una bolletta annua record, la più alta da dieci anni, per un importo di oltre 400 euro e che rispetto al 1995 comporta una maggiore spesa annua di oltre 106 euro. E solo nell’ultimo anno la spesa è aumentata della metà di quanto è aumentata negli ultimi dieci anni.

L’Osservatorio nazionale tariffe e servizi della Federconsumatori di Modena ha inoltre monitorato l’evoluzione della spesa complessiva per kwh, dal 1995 al 2006, su tre livelli di consumo annuo che riflettono i consumi delle famiglie italiane (1200 kwh, 2700 kwh e 3500 kwh): l’aumento del prezzo del petrolio ha sicuramente inciso ma in misura superiore rispetto alle attese. Il record di spesa sarà superato anche per il metano: per una famiglia tipo che consuma 1400 mc di metano, infatti, rispetto al 2005 l’aumento della spesa su base annua è di 104 euro. E con l’ulteriore aumento che scatterà dal 1 ottobre (con un incremento prevedibile dell’1,5% a metro cubo), tutto questo causerà un nuovo record di spesa annua pari al 1044,69 euro, imposte comprese. Se si confronta la spesa annua di settembre 2006 con quella di dieci anni fa, l’aumento è di 292 euro: solo nell’ultimo anno l’aumento è stato pari a 104 euro. Per una famiglia che consuma 2700 kw di energia e 1400 mc di gas, tutto questo comporterà una maggiore spesa complessiva di 157 euro rispetto al 2005.

"Lanciamo un grido di allarme, vogliamo un salto di qualità e che il Paese si doti di un piano serio di risparmio energetico – ha commentato Rosario Trefiletti – È possibile che Danimarca e Germania abbiano dieci volte il fotovoltaico rispetto all’Italia? Si faccia un serio piano energetico". In tema di energia elettrica, la Federconsumatori chiede dunque una politica energetica che si fondi su una politica europea dell’energia e un piano energetico che preveda lo sviluppo del metano; di "sbloccare il processo di concorrenza dai ‘monopoli’ per un mercato regolato a vantaggio dei consumatori e competitivo"; di completare la riforma del mercato dell’elettricità per contenere le tariffe; di adeguare gli strumenti a tutela del consumatore nell’imminente avvio del mercato elettrico per le utenze domestiche e di valorizzare le tariffe multiorarie.

Fra le richieste effettuate c’è inoltre quella di introdurre la tariffa sociale per le famiglie economicamente svantaggiate e per chi utilizza apparecchi medici salva-vita ad alto consumo. In tema di gas, la Federconsumatori sollecita a intervenire sulle cause infrastrutturali e commerciali e a introdurre il pagamento in euro. "Per la creazione di un mercato concorrenziale – afferma l’associazione – bisogna superare i forti ritardi infrastrutturali con la costruzione di almeno 5 rigassificatori in tempi certi". Bisogna rilanciare, afferma la Federconsumatori, il processo di concorrenza "nel settore dominato dal monopolio dell’ENI nell’importazione della materia prima e nella gestione della rete di trasporto della SNAM" e ridurre l’imposizione fiscale, che incide su ogni metro cubo di metano consumato per il 42%.

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