PREZZI. Bolzano, CTCU denuncia aumenti esagerati di pasta e passata di pomodoro

Nel 2005 l’allora sindaco della città di Bolzano lanciò l’iniziativa "Azione Prezzi fermi": il prezzo di 28 prodotti di largo consumo veniva bloccato per tutelare il potere d’acquisto dei consumatori e per controllare le dinamiche dei costi di alcuni generi di base. Da quel momento sono passati 5 anni e il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano ha rilevato i prezzi dei famosi 28 prodotti. I risultati sono stati abbastanza sconfortanti. E’ vero che l’"Azione Prezzi fermi" non è stata intrapresa anche dalle successive amministrazioni, ma i rincari che hanno subito i prodotti sono un po’ esagerati.

La pasta è aumentata del 103% rispetto al 2005 e la passata di pomodoro del 96,15%. Aumenti dall’89% al 50% per il riso parboiled, il tonno, il burro, l’olio di semi di girasole e la farina di tipo 00. Notizie positive per 3 prodotti, il grana padano, lo zucchero e il succo di frutta confezionato in brick, i cui prezzi sono calati del 16 e 7%.

L’inflazione, tra il 2005 e il 2010, è stata del 12,4% e soltanto 6 dei 28 prodotti considerati sono rimasti sotto questa soglia: oltre ai tre prodotti il cui prezzo è diminuito, il salametto ungherese, le uova e il formaggio Philadelphia light. "Questo aumento generalizzato – commentano il presidente del CTCU Maurizio Albrigo e il direttore Walther Andreaus – che va ben oltre l’inflazione, dimostra che la decisione di chiudere l’Osservatorio sui prezzi che vigilava sull’andamento dei prezzi fino a giugno del 2005, è stato un errore. A nostro parere l’Osservatorio va riaperto e messo nelle condizioni di funzionare. E vanno anche ripristinate quelle misure di contenimento dell’inflazione che già erano state provate allora: compresi i tre prodotti orto-frutta a prezzo garantito."

Per quanto riguarda il caso particolare della pasta, il CTCU ricorda che a febbraio del 2009 l’Antitrust ha multato aziende produttrici di pasta e associazioni di categoria per intesa restrittiva della concorrenza, comminando un totale di più di 12 milioni di euro di sanzioni. "Una situazione, questa – concludono Albrigo e Andreaus – che non deve comunque giustificare l’inazione del Comune. Per questo io dico a sindaco, assessore e associazioni di categoria: sediamoci ad un tavolo e cominciamo a discutere chiaramente del problema rincari. E non solo di quelli alimentari."

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