PREZZI. CRTCU: aumento Iva sulle spalle dei cittadini

È "l’ultima cosa di cui si sentisse il bisogno, una manovra che colpisce i soliti e che contribuirà inevitabilmente a un rialzo dei prezzi e quindi alla riduzione del potere di acquisto di tutti i consumatori, deprimendo i consumi e le vendite al dettaglio". È il giudizio del Centro di Ricerca e di Tutela dei Consumatori e degli Utenti di Trento nei confronti dell’aumento dell’Iva dal 20 al 21% deciso dalla manovra economica. Un provvedimento contestato dalle associazioni dei consumatori, che hanno denunciato da subito le ripercussioni sui carburanti – del resto, la benzina ha subito visto un balzo al rialzo – insieme ai rischi di aumenti ingiustificati e di arrotondamenti al rialzo.

L’elenco dei beni compresi nell’aumento Iva è ampio, e anche se sono esclusi quelli di prima necessità (come pane e latte) il paniere dei prodotti che aumenterà è composto da numerosissime voci che pesano sul bilancio familiare: automobili, elettrodomestici, abbigliamento, calzature, articoli casa, telefonia, fatture di professionisti e artigiani.

Il CRTCU fa un esempio semplice: la tazzina di caffè. "Si pensi all’irrinunciabile caffè: inevitabile il rincaro per la confezione al supermercato, invariato dovrebbe restare invece il prezzo della tazzina al bar, perché nel primo caso l’Iva è al 20 e aumenterà al 21% nel secondo caso è al 10% e resterà tale. Dunque attenzione se al bar vi dicono che è a causa dell’aumento dell’Iva se la vostra abituale tazzina di caffè è aumentata".

Si rischia, argomenta l’associazione, il congelamento di consumi già in calo. Spiega il CRTCU: "Non v’è dubbio che l’aumento sul singolo acquisto sarà quasi impercettibile. Ma la previsione del Governo è il recupero di somme considerevoli per le Casse dello Stato con le quali far fronte al ben noto buco di bilancio (la norma dovrebbe portare nelle casse 700 milioni di euro già quest’anno e 4,2 miliardi di euro l’anno dal 2012). A ben vedere la categoria più colpita sarà la famiglia a medio – basso reddito che destina quasi la totalità del proprio reddito al consumo".

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