PREZZI. CRTCU: tariffa di depurazione acqua non è dovuta da utenze non servite

Il Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti (CRTCU) di Trento ribadisce che "la tariffa di depurazione dell’acqua non è dovuta dalle utenze collegate a fognature non servite da impianti di depurazione o impianti inattivi e dalle utenze non allacciate alla pubblica fognatura: le aziende che continuano a richiederla e non la rimborsano agli utenti dal 15 ottobre 2008 sono sanzionabili dall’Antitrust per prassi commerciale sleale". L’associazione fa infatti riferimento a una recente pronuncia dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha sanzionato per 60 mila euro un’azienda toscana, GAIA Spa, Gestore Unico del Servizio idrico integrato dell’ATO n. 1 "Toscana Nord". "La pratica commerciale contestata al professionista – rileva l’Antitrust nel bollettino di questa settimana – consiste nell’aver richiesto, contrariamente a quanto previsto dalla legge, il pagamento della tariffa di depurazione anche in relazione alle utenze idriche non servite da impianti di depurazione".

Il procedimento riguardava infatti la pratica commerciale posta in essere da GAIA "consistente nella richiesta di pagamento della tariffa di depurazione alle utenze che non usufruiscono del relativo servizio anche dopo la pubblicazione della sentenza n. 335 del 15 ottobre 2008 della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità nella parte in cui prevedevano che la quota tariffaria riferita al servizio di depurazione fosse dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui manchino gli impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi»".

Ribadisce il CRTCU: "Il problema è già stato portato all’attenzione sia delle aziende che gestiscono il servizio idrico, che dei consumatori, in particolare di coloro le cui fognature non sono allacciate alla pubblica fognatura o servite da impianti di depurazione inattivi, nell’ottobre del 2008 quando la Corte Costituzionale con la sentenza n. 335 si era pronunciata nel senso di confermare la natura privatistica della tariffa richiesta per le attività di depurazione e, conseguentemente, che tale corrispettivo non è dovuto quando questo servizio commerciale non viene fornito".

L’associazione afferma che si è occupata di inoltrare le richieste di rimborso per gli utenti trentini, ottenendo da alcune delle aziende o dei comuni interessati risposte attendiste. E commenta: "Non solo è obbligo delle aziende esentare gli utenti interessati o rimborsare loro le somme versate a far data dal 15 ottobre 2008, ma anche fare tempestivamente le opportune mappature e verifiche di chi sia o meno interessato dalla pronuncia della Corte Costituzionale". Conclude il CRTCU: "Ci aspettiamo concreti interventi da parte delle aziende interessate e dei comuni".

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