PREZZI. Carburanti, 2010 anno di rincari e Tremonti continua a fare regali ai benzinai

Il 2010 si è concluso lasciando dietro di sé una scia di rincari. A cominciare dalla benzina che, secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel 2010 è aumentata complessivamente di 18 centesimi (da 1,30 di gennaio a 1,48 euro al litro di dicembre), che si sono tradotti in una spesa complessiva degli automobilisti di 1,51 miliardi di euro in più rispetto al 2009, di cui 168 miliardi in più per l’erario. Il gasolio, nel 2010, è aumentato complessivamente di 22 centesimi (da 1,14 di gennaio a 1,36 euro al litro di dicembre), portando gli automobilisti a spendere 3,3 miliardi di euro in più rispetto al 2009, di cui 360 miliardi in più per l’erario. Nel complesso, quindi, gli automobilisti hanno speso 4,81 miliardi di euro in più per i carburanti, di cui ben 528 milioni in più per l’erario per via dell’aumento della tassazione.

"Affinché il 2011 non registri andamenti ancora peggiori – scrive Federconsumatori – è indispensabile intervenire per la realizzazione dei punti sottoscritti nell’accordo con l’intera filiera petrolifera, a partire da: la realizzazione della commissione istituzionale di controllo sulla doppia velocità, la razionalizzazione della rete, l’apertura della vendita attraverso il canale della grande distribuzione, il blocco settimanale dei prezzi". Infine, è indispensabile agire sul versante dell’accisa, affinché questa si riduca in misura pari all’aumento dell’IVA, per mantenere identica almeno la tassazione, e non permettere anche allo Stato di lucrare sulle tasche dei cittadini.

Ma le mosse del Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, non vanno esattamente in questa direzione. Le associazioni riunite nella sigla CASPER – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa dei Cittadino e Unione Nazionale Consumatori), denunciano che il Ministro Tremonti, per finanziare il bonus fiscale a favore dei benzinai che avevano minacciato lo sciopero durante il periodo natalizio, ha utilizzato 9 milioni di euro provenienti dalle multe Antitrust e 3 milioni dalle sanzioni dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas che erano destinati a iniziative di informazione e assistenza per i consumatori. E senza apportare nessun vantaggio ai consumatori in termini di ribasso del costo dei carburanti, malgrado le promesse mai mantenute di tagli alle accise e all’Iva, annunciate da questo e dai precedenti Governi. L’unico vantaggio è per i petrolieri e per i distributori.

Le Associazioni dei consumatori chiamano il Ministro Tremonti a rispondere anche del fatto di aver modificato il testo del DL Milleproroghe dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri. "Non è la prima volta – affermano le associazioni – che Tremonti scippa risorse destinate ai consumatori per rattoppare i buchi prodotti dalla sua politica di presunto rigore per i cittadini e di reali favori per le lobbies del commercio e dell’industria. Anche questa volta, per evitare uno sciopero corporativo dei benzinai e mentre la benzina arriva a 1,50 euro al litro, il Ministro Tremonti in collusione col titolare dello Sviluppo economico, il Ministro Paolo Romani, che è anche il presidente del Consiglio nazionale consumatori e utenti, sottrae milioni di euro ai cittadini per aumentare i compensi di chi già specula sulla benzina". "Chiediamo al sottosegretario Letta anche di esibire il testo del DL Milleproroghe sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica, perché abbiamo il fondato sospetto che sia stato modificato successivamente alla firma stessa, per inserire il bonus per i benzinai; questo configurerebbe una gravissima violazione costituzionale".

 

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