PREZZI. Carburanti, Eni aumenta di 2 cent. Casper: “Governo tagli di 5 cent le accise”

Quarto giorno di aumento dei prezzi dei prodotti raffinati sul mercato del Mediterraneo e nuovi forti aumenti anche per i prezzi alla pompa. Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana, stamattina Eni ha aumentato di 2 centesimi al litro sia la benzina che il gasolio, con prezzi medi che schizzano a 1,541 euro/litro per la benzina e a 1,429 euro/litro per il gasolio (fermo il Gpl a 0,788 euro/litro). In poco più di una settimana i prezzi Eni sono aumentati di ben 4 centesimi al litro, toccando livelli che l’ultima volta si erano registrati nel luglio del 2008, prima dello scoppio della crisi finanziaria internazionale.

Se si considerano i differenziali geografici, le punte massime superano anche i picchi raggiunti nell’estate del 2008: in Campania, dove vige l’addizionale regionale sulla benzina, la verde arriva a costare 1,596 euro/litro (punte minime in Veneto a 1,529 euro/litro). Per il gasolio il valore massimo si registra in Sicilia a 1,469 euro/litro. Agli aumenti di Eni si affiancano quelli di Esso (+1 centesimo al litro su entrambi i prodotti a 1,517 euro/litro e 1,414 euro/litro), Q8 (+1 centesimo sul gasolio a 1,414 euro/litro) e TotalErg (+0,5 centesimi sulla verde a 1,525 euro/litro, +0,8 centesimi sul diesel a 1,414 euro/litro). Oggi restano competitive Totalerg e IP.

La Coldiretti lancia i primi allarmi: "In un paese come l’Italia dove l`86% dei trasporti commerciali avviene su strada l’aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti con il rischio concreto di una ripresa dell’inflazione. A subire gli effetti del caro benzina sono gli alimentari, con ogni pasto che percorre in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole". Secondo la Coldiretti il rischio che l’aumento del costo dei carburanti determini un effetto valanga sulla spesa è particolarmente evidente per la crescente dipendenza dall’Italia per l’alimentazione dall’estero da dove arrivano prodotti che devono percorrere migliaia di chilometri prima di giungere in tavola.

Da un’analisi Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio estero nel 2010 è salito del 52% il deficit commerciale dell’Italia nell’agroalimentare che raggiunge il valore di 8,554 miliardi di euro. "Una situazione che ha effetti economici, ma anche ambientali e che dimostra l’importanza di investire nell’agricoltura nazionale ed i suoi prodotti con il progetto per una filiera agricola tutta italiana messo a punto dalla Coldiretti con l’obiettivo di arrivare ad offrire in Italia e all’estero prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori al giusto prezzo attraverso la rete di Consorzi Agrari, delle cooperative e delle imprese agricole".

Il fatto che la crisi in Libia avrebbe avuto ripercussioni immediate sui listini dei carburanti in Italia era stato previsto pochi giorni fa dalle Associazioni aderenti a Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa dei Cittadino e Unione Nazionale Consumatori). "Ciò rappresenta una sciagura per le famiglie italiane, perché siamo certi si verificherà nei prossimi giorni una ondata costante di rincari alla pompa, con effetti drastici per le tasche degli italiani. Allo stato attuale – spiegano Adoc, Codacons, Movimento Difesa dei Cittadino e Unione Nazionale Consumatori – calcoliamo che gli incrementi dei prezzi alla pompa avranno ripercussioni pari a 210 euro annui a famiglia: 90 euro per i rifornimenti di carburante, 120 euro per costi indiretti, in particolare bollette energetiche, trasporti e prezzi dei prodotti trasportati. Stangata destinata ad aggravarsi se non saranno presi provvedimenti a salvaguardia dei consumatori".

"Il Governo deve intervenire subito per la parte di sua competenza, adottando misure in grado di ridurre il prezzo di benzina e gasolio alla pompa e limitare gli effetti del caro-carburanti su bollette e trasporti – afferma Casper – In particolare, l’esecutivo deve operare sul piano fiscale, varando un decreto urgente che disponga un taglio alle accise, di entità non inferiore ai 5 centesimi di euro al litro, così da alleggerire la spesa degli italiani per i rifornimenti e limitare le ripercussioni del caro-benzina in tutti gli altri settori".

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