PREZZI. Carburanti, Federconsumatori e Adusbef rispondono all’UP: “Ecco i confronti con il Brent”

Ieri l’Unione Petrolifera è intervenuta nella polemica sui prezzi dei carburanti (in Italia sempre troppo elevati, nonostante il calo del prezzo del petrolio) spiegando che "comparare il prezzo della benzina in Italia all’andamento del prezzo del greggio americano WTI è errato poiché le dinamiche del mercato europeo sono agganciate al Brent e all’andamento delle quotazioni dei relativi prodotti raffinati".

Federconsumatori e Adusbef rispondono con una provocazione: "L’Unione Petrolifera chiede di fare raffronti solo con i prezzi del Brent? Bene facciamoli!". Le Associazione dei consumatori ricordano che in questi giorni la quotazione si attesta attorno a 108 Dollari al barile (cambio Dollaro – Euro a 1,44). "Per trovare un identico punto di confronto bisogna prendere in considerazione il periodo a cavallo di gennaio e febbraio 2011 con identica quotazione rettificata con il cambio Euro – Dollaro a 1,35/1,36. In quei giorni la benzina veniva venduta a 1,46 €/l ed il gasolio a 1,34 €/l".

"È evidente a tutti – scrivono Federconsumatori e Adusbef – come ad oggi vi sia un differenziale di 14 cent in più sul prezzo di quei due carburanti poiché la benzina viene venduta oggi attorno a 1,60 €/l ed il gasolio a 1,48 €/l. Di questi 14 cent ve ne sono 7 causati da una sciagurata decisione dell’Esecutivo in carica che ha portato la benzina, tra aumenti dell’accisa e IVA, da 81 a 88 centesimi al litro di tassazione ed il gasolio da 65 a 72 cent. Gli altri 7 cent sono invece dovuti a quella che si può sempre definire la doppia velocità del prezzo della benzina, risorse che vengono ovviamente incamerati dalla filiera petrolifera".

Le Associazioni ribadiscono: ogni centesimo di benzina in più fa incassare in un anno 156 milioni di Euro e ogni centesimo di gasolio in più ne fa incassare 300 milioni. Vi sono quindi maggiori entrate da parte della filiera petrolifera di 3 miliardi e 192 milioni ed identica cifra viene incassata dall’Erario per la maggiore tassazione. Dall’altro lato l’automobilista paga, rispetto a febbraio 2011, 7 euro in più al pieno che vuol dire 168 euro annui in più sono per costi diretti, cui si aggiungono le ricadute sui prezzi dei beni trasportati pari a circa 140 euro annui in più (costi indiretti).

Tutto ciò è inaccettabile per Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti di Adusbef e Federconsumatori, che chiedono verifiche e sanzioni, oltre che le necessarie riforme strutturali.

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