PREZZI. Carburanti ancora su, AACC: liberalizzare la rete di distribuzione

Benzina sempre in primo piano, non solo per i disagi che si annunciano a causa del prossimo sciopero dei benzinai, ma anche per i rincari che si profilano in questi giorni. Come rileva Staffetta Quotidiana, ci sarà un nuovo giro di aumenti per i carburanti, con la benzina verde vicina a superare di nuovo 1,4 euro al litro. Aumenti fino a un centesimo al litro sono previsti anche dai gestori, come rileva Figisc Confcommercio, il cui presidente Luca Squeri afferma: "Mentre nella settimana dal 28 agosto al 3 settembre l’industria petrolifera non aveva riversato sui prezzi al pubblico neppure in minima parte gli aumenti che pure c’erano stati sul mercato internazionale dei prodotti ‘finiti’, nella settimana appena trascorsa il trasferimento degli aumenti è stato effettuato in misura inferiore. Infatti, mentre il Platt’s è aumentato di 1,7 eurocent/litro per ambedue i prodotti, i prezzi alla pompa sono aumentati solo di 0,7 eurocent/litro per la benzina e di 1,1 per il gasolio. Non tutte le compagnie hanno ancora adeguato il prezzo agli aumenti internazionali. Su questo dato e sulla base delle moderate variazioni delle chiusure del mercato internazionale dei prodotti lavorati di giovedì 9 settembre, inoltre, ci sia aspetta che i prezzi registrino nei prossimi giorni ancora aumenti da 0,5 a 1 eurocent/litro".

Sono naturalmente sul piede di guerra le associazioni dei consumatori, che denunciano ancora una volta come il prezzo dei carburanti sia fra i più alti in Europa e come questi siano più cari rispetto all’analogo andamento del prezzo del petrolio in passato. Afferma l’Adoc: un litro di verde in Italia costa in media lo 0,7% in più che nel resto della zona Euro ed è tra i più alti in Europa.

"L’Italia è tra i Paesi europei dove la benzina costa di più, con una maggiorazione dello 0,7% rispetto alla media dei Paesi della zona Euro – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – in Austria un litro di verde costa 1,22 euro, il 13,9% in meno che in Italia, in Spagna si risparmia il 17%, in Irlanda circa il 5%. Mentre in Olanda, Finlandia, Grecia, Germania e Belgio mettere benzina è più esoso che in Italia. Nella vicina Svizzera per un litro di verde si spende il 19,8% in meno, in Svezia si paga il 2,2% in meno. Prezzo medio simile invece in Gran Bretagna e in Portogallo". I rincari si ripercuotono sull’intera filiera dei prodotti trasportati su strada a partire dagli alimentari. Chiede l’Adoc: "Oltre all’applicazione del protocollo di riforma, chiediamo che si realizzi in tempi stretti un taglio delle accise di 10 centesimi. la liberalizzazione delle pompe bianche, dando la possibilità di vendere anche prodotti "non-oil" ai distributori tradizionali, il cui numero sul territorio è sufficiente ma può essere anche aumentato. In questo modo si incentiverebbe la concorrenza, con ricadute positive per i consumatori, in quanto si creerebbero le condizioni per un ribasso del prezzo finale della benzina."

"Come al solito, al primo cenno di risalita delle quotazioni del petrolio, ecco scattare gli aumenti dei carburanti. Aumenti, ancora una volta, del tutto ingiustificati, dal momento che, confrontando gli stessi prezzi con i periodi in cui il petrolio si attestava agli stessi livelli attuali, e ovviamente tenendo conto dell’andamento del cambio euro-dollaro, emerge che oggi la benzina dovrebbe costare almeno 6-7 centesimi in meno rispetto a quanto viene venduta oggi": è quanto denunciano Federconsumatori e Adusbef, che stimano le ricadute dell’aumento dei prezzi in 84 euro annui per costi diretti e in circa 63 euro per costi indiretti, pari a 147 euro complessivi per ogni automobilista.

E affermano: "Ribadiamo, ancora una volta, l’urgenza di un intervento concreto su questo fronte, attraverso l’applicazione effettiva delle misure previste dal protocollo con i petrolieri relativamente alla Commissione istituzionale di controllo sulla doppia velocità ed al blocco settimanale degli aumenti (e, ovviamente, non dei ribassi). È indispensabile, inoltre, avviare la liberalizzazione della rete di distribuzione, con l’apertura della vendita presso la grande distribuzione, che consentirebbe risparmi di 8-9 centesimi al litro come per le cosiddette pompe bianche".

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