PREZZI. Carburanti, aumentano accise. Codacons annuncia ricorso al Tar

Continua a far discutere l’aumento delle accise sui carburanti deciso per fronteggiare l’emergenza dell’alluvione in Liguria e in Toscana. Le critiche riguardano proprio le modalità dell’intervento e il fatto che il ricorso a questo tipo di provvedimento sia diventato la soluzione immediata e più facile per qualunque tipo di emergenza, in assenza di una progettualità alternativa. Ai diversi interventi delle associazioni dei consumatori, ieri si è aggiunto quello del Codacons, che ha annunciato un ricorso al Tar del Lazio contro la decisione del Consiglio dei Ministri di aumentare dall’1 novembre le accise sui carburanti.

Sul versante dei listini prezzi, secondo Quotidiano Energia si evidenziano oggi "segnali contrastanti sulla rete carburanti": questa mattina TotalErg ha aumentato di 0,9 centesimi il prezzo raccomandato del diesel, seguendo così le altre petrolifere nel giro di rincari conseguente alla decisione del Governo di aumentare le accise; all’appello mancano solo Esso e Shell, che non hanno messo mano ai listini; in controtendenza Q8, che ieri aveva rincarato entrambi i prodotti di 1 centesimi e oggi torna a scendere dello stesso importo ma solo sulla verde. Al Sud, nel frattempo, si raggiungono le punte di prezzo più elevate, con la benzina a 1,694 ed il diesel a 1,575 euro/litro.

Il Codacons, come detto, protesta. "Chiediamo al Tar di sospendere il provvedimento e cancellare l’aumento dei prezzi alla pompa – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il ricorso è basato sulla irragionevolezza del provvedimento: un rincaro dei prezzi di benzina e gasolio appare in contrasto col principio della capacità contributiva (art. 53 Costituzione). L’esazione di una nuova accisa va a colpire, infatti, indistintamente tutta la platea dei consumatori, utenti e pendolari che utilizzano l’automobile non solo per esigenze voluttuarie, ma anche e soprattutto primarie. Le popolazioni colpite da alluvione vanno sicuramente aiutate ma il Governo deve reperire altrove i fondi – prosegue Rienzi – Non è possibile infatti inasprire ulteriormente le imposte sulla benzina, concretizzando una maxi-tassa occulta a danno della generalità dei cittadini".

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