PREZZI. Carburanti, aumentano accise. Le critiche: non è il modo per affrontare emergenza

Aumentano le accise sui carburanti per fronteggiare l’emergenza causata dall’alluvione in Liguria e in Toscana. Così, rileva Staffetta Quotidiana, i prezzi alla pompa hanno risentito, nel ponte dei Santi, dell’aumento delle accise in vigore dal 1° novembre, per un ammontare di 0,89 centesimi, che con l’aggiunta dell’Iva al 21% hanno un impatto sul prezzo finale compreso fra 1 centesimo e 1,1 centesimi al litro.

L’aumento della accise è sempre tema controverso. Commenta il segretario generale Adiconsum Pietro Giordano: "Giusta la solidarietà per le popolazioni colpite dalle alluvioni, ma auspichiamo che non venga prorogata per decenni, come accaduto per esempio per la guerra in Abissinia".

L’insieme delle decisioni sui carburanti – con il potere alle regioni Liguria e Toscana di aumentare ulteriormente fino a 5 centesimi al litro le accise – hanno ripercussioni inevitabili. Prosegue Giordano: "Tali decisioni nel loro complesso pesano ulteriormente sui redditi delle famiglie già fortemente colpite dalla crisi economica, e peseranno sul tasso d’inflazione, che Adiconsum prevede in novembre prossimo al 4%. Ciò provocherà un ulteriore aumento dei prezzi di tutti i prodotti alimentari e non, che già hanno avuto un balzo in avanti grazie all’effetto Iva e agli arrotondamenti illeciti. È tempo di segni di discontinuità – conclude Giordano – che blocchino tassazioni dirette e indirette sui soliti noti, cioè lavoratori dipendenti e pensionati, e creino le condizioni per politiche di sviluppo che diano occupazione e quindi reddito ai giovani e alle donne che come rileva l’Istat sono le categorie più colpite dalla crisi economica in atto".

Quello che viene contestato da più parti al Governo non è la bontà della motivazione alla base dell’aumento delle accise, quanto il fatto che il ricorso a questo tipo di provvedimento sia diventato la soluzione immediata per qualunque tipo di emergenza, in assenza di progetti alternativi. Commentano ad esempio Federconsumatori e Adusbef: "Non contento di aver aumentato l’Iva al 21%, e di aver innalzato in diverse riprese l’accisa sui carburanti, il Governo ha pensato bene di aumentare ancora una volta l’accisa. Nulla da dire sulla motivazione, condividiamo pienamente la necessità di stanziare aiuti per la Liguria e la Toscana, colpite dalle violente alluvioni dei giorni scorsi, ma non è questo il modo".

E proseguono: "Non è possibile che, ogni volta che si presenti la necessità di reperire urgentemente le risorse, si ricorra sempre alle accise sui carburanti, senza pensare alle pesantissime conseguenze che tali aumenti comportano, sia in termini diretti, vale a dire sui pieni di carburante, che in termini indiretti, cioè sulla determinazione dei prezzi di tutti i beni di largo consumo, trasportati prevalentemente su gomma". Per le due associazioni, il confronto con il prezzo dei carburanti nel 2010 evidenzia ripercussioni, fra costi diretti e costi indiretti, pari a un maggiore esborso rispetto allo scorso anno di 645 euro a famiglia.

Protestano anche i benzinai, che confermano lo sciopero dei prossimi 8, 9 e 10 novembre. "L’aumento delle accise su benzina e gasolio sta provocando un duplice effetto negativo – dichiara Martino Landi, presidente di Faib-Confesercenti – Da una parte gli aumenti dei prezzi sulla rete di distribuzione carburanti, dall’altra l’aggravamento del conto economico dei gestori, chiamati a sopportare il costo crescente delle transazioni elettroniche. Si rischia inoltre di creare un effetto domino dovuto all’aumento delle spese di trasporto merci. La decisione del Governo, la quarta in sette mesi, di applicare l’addizionale su benzina e gasolio di 8,90 euro per mille litri, dal 1 novembre al 31 dicembre, che porterebbe nelle casse dello Stato circa 65 milioni di euro, comporta rincari per la benzina pari a 622,10 euro per mille litri e sul gasolio a 481,10 per mille litri, al netto delle aliquote regionali in vigore". E prosegue: "Nel ribadire la massima solidarietà per le popolazioni delle aree colpite dalle alluvioni, non possiamo non denunciare l’incapacità del Governo a far fronte alle difficoltà del Paese senza ricorrere a nuovi prelievi, sintomo di una assenza sconcertante di programmazione e di prudenza".

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