PREZZI. Carburanti, aumenti record. Consumatori: ricadute pesanti per automobilisti

Aumenti record per benzina e diesel. Fra sabato e domenica i prezzi sono aumentati fino a toccare quota 1,45 euro/litro sulla benzina e a sfiorare 1,33 euro/litro sul gasolio. Secondo la consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, sabato Eni ha aumentato i prezzi consigliati di benzina e gasolio di 2 centesimi al litro. Le medie calcolate dalla Staffetta si attestano a 1,45 euro/litro per la benzina e a 1,329 euro/litro per il gasolio. Anche le altre compagnie hanno ritoccato i listini al rialzo, con aumenti compresi tra 0,3 e 1 centesimo al litro. I prezzi medi vanno così, rileva Staffetta Quotidiana, da 1,434 a 1,45 euro/litro sulla benzina e da 1,314 a 1,329 euro/litro sul gasolio.

L’aumento mobilita le associazioni dei consumatori. Adusbef e Federconsumatori chiedono provvedimenti contro la speculazione e in particolare l’istituzione di una Commissione istituzionale sulla doppia velocità dei prezzi, la razionalizzazione della rete con l’apertura delle vendita attraverso la grande distribuzione e il blocco settimanale degli aumenti. Commentano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti Federconsumatori e Adusbef: "Così facendo, questo sovrapprezzo comporta pesanti ricadute per gli automobilisti, pari a 96 euro annui per costi diretti e 83 euro per costi indiretti".

Le due associazioni conteggiano inoltre i costi dei carburanti paragonandoli con quelli di due anni fa. "Per trovare prezzi simili – affermano – bisogna risalire alla "stagione calda" del petrolio, vale a dire quando, nel 2008, il costo del greggio aveva superato quota 100 dollari al barile. Per l’esattezza, la benzina era venduta a questo prezzo all’inizio di settembre 2008, quando il petrolio si trovava a 118 dollari al barile. Oggi, il costo della materia prima si attesta a 89,35 dollari al barile, come è possibile che il carburante abbia lo stesso prezzo? È pur vero – aggiungono – che l’euro ha perso terreno rispetto al dollaro, con una svalutazione della nostra moneta di circa il 9% rispetto alla prima settimana di settembre 2008, ma, in ogni caso, dai precisi calcoli dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori appare evidente che la benzina si dovrebbe attestare ad almeno 7-8 centesimi in meno rispetto al prezzo a cui viene venduta oggi".

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