PREZZI. Carburanti, continua la corsa. Adoc: “Rincari per oltre 700 euro a famiglia”

Solo due giorni fa è scattato l’aumento delle accise sui prezzi dei carburanti, deciso a marzo dal Governo per finanziare i fondi alla cultura. Nonostante questo il giro di rialzi sulla rete carburanti prosegue giorno dopo giorno. Oggi, stando alla rilevazione di Staffetta Quotidiana, i prezzi della benzina si attestano in media tra 1,57 e 1,58 euro/litro, quelli del gasolio a 1,49 euro/litro. A mettere mano ai listini, stamattina, sono stati Esso, Shell e Tamoil. Per Esso si è registrato un aumento di 0,7 centesimi al litro su entrambi i prodotti; per Shell un rialzo di un centesimo su entrambi i prodotti, per Tamoil un aumento di 0,5 centesimi sul solo gasolio.

E le differenze regionali si allargano ancora di più: un automobilista siciliano paga per il gasolio più di quanto un piemontese paghi per la benzina. Nell’isola si registrano punte massime per il diesel a 1,548 euro/litro, mentre in Piemonte le minime sulla benzina segnano 1,542 euro/litro. Il gasolio al nordovest arriva a costare 1,458 euro/litro, mentre il record per la benzina è sempre in Campania, anche per via dell’addizionale regionale: 1,663 euro/litro.

Questi nuovi rincari si traducono, secondo l’Adoc, in un aggravio di spesa di 200 euro l’anno che, sommati ai rincari per luce, gas e tassi d’interesse, fanno un totale di 716 euro l’anno di ricarichi per le famiglie. "I consumatori sono allo stremo, stanchi dei continui rincari che stanno subendo da anni. Solo per energia, carburanti e mutui l’aggravio è di 716 euro l’anno a famiglia – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – con il nuovo rincaro dei carburanti un pieno di verde costa 8,50 euro in più del 2010, un aumento del 12%. Per un pieno di gasolio la differenza con l’anno scorso è addirittura di 13 euro, un rincaro del 21%".

"Un caro carburanti – aggiunge Pileri – che si traduce in un aggravio, a fine anno, di circa 200 euro, tra rincari diretti e indiretti, e che condizionerà fortemente i desideri di vacanza per Pasqua, tanto che solo il 40% si muoverà di casa, di questi il 12% neanche rimarrà a dormire fuori. Negli ultimi due anni l’inflazione è salita complessivamente del 2,3%, le tariffe dei servizi pubblici locali e delle utenze domestiche sono cresciute del 6%, il potere d’acquisto si è drasticamente ridotto del 5%, ben oltre i dati dichiarati dall’Istat. Le famiglie sono state abbandonate a sé stesse, non è più possibile ignorare i diritti e le esigenze di oltre 60 milioni di cittadini."

 

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