PREZZI. Carburanti, continua la corsa dei prezzi

"Inopportuno" lo sciopero annunciato da alcune sigle sindacali dei gestori di distributori carburanti. E’ stata questa la risposta di Stefano Saglia, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega all’energia, all’annuncio fatto venerdì scorso da Faib e Fegica. "In manovra abbiamo inserito lo stesso testo che è stato firmato il 14 settembre dalle organizzazioni sindacali – precisa Saglia – Se ora definiscono la riforma una serie di piccoli interventi di basso profilo, perché all’epoca hanno firmato e ora si preoccupano così tanto fino a minacciare uno sciopero?".

Il Sottosegretario ribadisce più volte che "il testo della riforma del settore carburanti corrisponde perfettamente al testo concordato a settembre con i gestori" (sul sito personale di Saglia si trova tutta la documentazione). Il testo a cui fa riferimento il Sottosegretario è quello concordato con le sigle sindacali nell’incontro del 14 settembre, convocato per scongiurare l’allora imminente sciopero dei gestori, che presenta alcune modifiche al testo sulla riforma per venire incontro alle ulteriori richieste della categoria. "Si arrivò a un testo condiviso e sottoscritto da Faib , Fegica e Figisc. Questo stesso testo è quello che è stato inserito nella manovra e contiene solamente due aggiunte che non intaccano in alcun modo l’accordo originario, ma sono indispensabili al passaggio dal vecchio al nuovo sistema che ha come obiettivo la razionalizzazione della rete distributiva dei carburanti".

"Il testo non è venuto fuori dal nulla ma – sottolinea Saglia – è stato concordato con tutti gli operatori della filiera, dai consumatori alle compagnie petrolifere. È una riforma ampiamente riconosciuta. Accontenta tutti senza danneggiare nessuno. Ed è lo stesso testo che fu salutato positivamente all’indomani del 14 settembre dalle organizzazioni sindacali". "Inoltre la riforma è nel decreto per motivi logistici. Il ministro Romani ed io siamo disponibili ad un ulteriore confronto in Parlamento". Il sottosegretario quindi rilancia: "Sono proprio Faib e Fegica a non volere una vera riforma e a cercare di mantenere lo status quo. E per fare ciò addirittura disconoscono un testo da loro stessi approvato e sottoscritto". "Per quanto riguarda i contratti, che è la questione che preme di più ai gestori – conclude Saglia – il Governo nel pieno rispetto degli attori della filiera ha proposto la possibilità di rivedere le tipologie che dovranno essere preventivamente concordate con i gestori a cui devono essere assicurate condizioni contrattuali eque e non discriminatorie".

Intanto, il weekend degli automobilisti italiani è stato rovente (e non soltanto per le alte temperature). Dopo il rialzo dei prezzi deciso venerdì da Eni, è arrivata la risposta delle altre compagnie. Secondo il monitoraggio di Staffetta Quotidiana, tra sabato e domenica i prezzi consigliati sono aumentati tra 1 e 2,4 centesimi al litro sulla benzina e tra 0,5 e 2,2 centesimi al litro sul gasolio. Oggi la media ponderata nazionale tra i diversi marchi si attesta a 1,612 euro/litro per la verde (+1,1) e a 1,490 euro/litro per il gasolio (+1,1).

Rispetto alle singole compagnie, le medie dei prezzi variano per la benzina tra 1,598 euro/litro (Esso) e 1,625 euro/litro (IP), per il gasolio tra 1,478 euro/litro (Esso) e 1,498 euro/litro (IP).

Impennata anche per i prezzi praticati sul territorio, dove in media tutte le compagnie hanno superato abbondantemente la soglia di 1,6 centesimi sulla benzina e al Sud si raggiungono picchi record di 1,67 euro/litro. Il diesel è ormai ad un passo di quota 1,5 euro/litro nei valori medi. Quota, tuttavia, ampiamente oltrepassata in alcune aree del Paese, dove si sfiora 1,52 euro/litro. Secondo il monitoraggio di quotidianoenergia.it si registrano aumenti anche per le no-logo.

"Prezzi incredibili, che non si erano mai registrati neanche quando il petrolio aveva raggiunto quota 147 dollari al barile – tuonano Federconsumatori e Adusbef – A determinare questi costi elevatissimi non vi è solo l’ormai incontrollato meccanismo della doppia velocità, ma c’è anche lo zampino del Governo. Quest’ultimo, non contento degli aumenti impressionanti raggiunti da un anno a questa parte, infatti, ha voluto infierire ulteriormente aggiungendo l’aumento delle accise sui carburanti non una, ma ben due volte (solo per la benzina, la prima volta di 2 centesimi, la seconda di altri 4 centesimi). A questi danni si aggiunge il mancato intervento per favorire un processo di modernizzazione della rete e per mettere in campo i provvedimenti concordati con l’intera filiera petrolifera (ad esempio la Commissione Istituzionale sulla doppia velocità e l’eliminazione dei millesimi per favorire la comparazione tra i prezzi della benzina)".

Secondo le Associazioni questo modo di agire è irresponsabile e dannoso, ed ha comportato gravissime ripercussioni per i cittadini: i rincari subiti dagli automobilisti rispetto allo scorso anno ammontano complessivamente a +488 euro tra costi diretti ed indiretti (per la precisione +288 euro annui per i soli costi diretti e +200 euro annui per i costi indiretti).

"Per questo – concludono Federconsumatori e Adusbef – alla luce della politica completamente sbagliata intrapresa su questo versante dal Governo, non solo stiamo organizzando una manifestazione protesta davanti a Montecitorio per protestare contro quello che abbiamo definito "uno scippo con destrezza", ma, insieme alle associazioni professionali di settore, stiamo portando avanti un disegno di legge per avviare un serio processo di modernizzazione della rete, che potrà portare a risparmi di 9-10 centesimi al litro".

 

 

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