PREZZI. Carburanti, divario sui dati dello sciopero di ieri. E oggi ancora qualche aumento

E’ terminato questa mattina alle 7 lo sciopero dei gestori dei distributori Eni (era iniziato ieri alle 13). Come prevedibile, sui dati relativi allo sciopero, c’è un divario: da una parte il coordinamento nazionale Faib e Fegica, dall’altra il Cane a sei zampe. Secondo le due associazioni dei gestori, alle 16 di ieri avevano già aderito oltre il 70% dei punti vendita Eni. Secondo l’Eni, invece, dalle verifiche fatte e confermate alle 17 avevano chiuso solo il 6% del distributori. Una bella differenza: considerato che i punti vendita Eni sono 4.542, secondo la compagnia petrolifera hanno scioperato in 273, secondo i gestori in 3.179.

Intanto oggi tornano a scendere i prezzi internazionali di benzina e gasolio (dopo 2 settimane consecutive di rialzi) e sulla rete italiana si chiude il giro di rialzi dei prezzi avviato a inizio settimana da Eni. Secondo la rilevazione della Staffetta Quotidiana, questa mattina ad aumentare i prezzi sono Esso (+0,5 centesimi sul gasolio che arriva a 1,508 euro/litro), Shell (+1 centesimo su entrambi i prodotti con la benzina che arriva a 1,623 e il gasolio a 1,511) e TotalErg (+0,2 centesimi sulla verde che raggiunge 1,627 euro/litro e +1 centesimo sul diesel che tocca 1,508 euro/litro). In aumento le medie ponderate nazionali tra i diversi marchi, con la benzina a 1,623 euro/litro (+0,1 centesimi al litro) e il gasolio a 1,506 euro/litro (+0,2 centesimi al litro). Le no-logo registrano un ribasso di oltre 0,5 centesimi su entrambi i prodotti, coerentemente con la flessione delle quotazioni internazionali.

Si ricorda lo sciopero nazionale dei gestori che chiuderanno i loro impianti, su tutto il territorio nazionale, il 27 e 28 luglio prossimi: "una iniziativa che, al contrario di quanto sostiene Unione Petrolifera, si rivolge, anche nell’interesse dei consumatori, contro i continui rialzi dei prezzi dei carburanti decisi da Governo e petrolieri. Unica possibilità di revoca – fanno sapere in una nota Faib e Fegica – lo stralcio dell’articolo inserito a protezione dei petrolieri dal Governo e la ripresa immediata dell’iter parlamentare della riforma destinata a liberalizzare il mercato dei carburanti anche in Italia".

 

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