PREZZI. Carburanti “fronte caldo” fra aumenti e sciopero. AACC: rischio speculazioni

I carburanti continuano a rappresentare un "fronte caldo" per i consumatori in questa metà settembre, che si aprirà con lo sciopero dei benzinai, indetto dal 15 al 17 settembre, mentre sul fronte prezzi la benzina verde si riporta a ridosso di 1,4 euro al litro e il diesel si porta poco sopra 1,26 euro al litro. Prosegue dunque, informa il monitoraggio di quotidianoenergia.it, il giro di rialzi sulla rete di carburanti: "Nel dettaglio Erg ha aumentato di 1,1 centesimi la benzina andando a 1,394 euro/litro e di 1,7 centesimi il diesel fino a 1,261 euro/litro. Esso è salita di 1,2 centesimi sulla verde a 1,387 euro/litro e di 1,5 centesimi sul diesel a 1,252 euro/litro. Ancora, Shell ha corretto al rialzo la benzina di 0,2 centesimi a 1,399 euro/litro e il diesel di 0,5 centesimi a 1,274 euro/litro. Tamoil ha mosso il solo diesel: +0,5 centesimi a 1,264 euro/litro. Infine Total ha aumentato di 1,1 centesimi la benzina a 1,394 euro/litro e di 1,7 centesimi il diesel a 1,262 euro/litro".

I Consumatori sono preoccupati in vista di possibili ricadute speculative a ridosso dello sciopero. "Troviamo gravissimo che non si sia riusciti a ricomporre la frattura con i gestori della rete di distribuzione – hanno dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti Adusbef e Federconsumatori – Infatti, lo sciopero confermato non solo comporterà gravi disservizi per i cittadini, ma determinerà anche ricadute speculative, come sempre accade, in vista della chiusura degli impianti. Speculazioni che si aggiungerebbero a quelle già denunciate dalle nostre associazioni di 6-7 centesimi al litro". Le associazioni tornano a chiedere la commissione di controllo sulla doppia velocità, il blocco settimanale degli aumenti, la razionalizzazione e la liberalizzazione della rete di distribuzione.

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