PREZZI. Carburanti, nuovi aumenti legati al record dello spread. Consumatori: pesanti ricadute

L’Italia è sotto il tiro dei mercati e non bastano gli annunci a far rientrare il rischio fallimento. Lo spread ieri ha toccato il record assoluto di quota 570 (e anche qualcosa in più). Ed oggi le notizie non sono migliori: lo spread è tornato a salire, per poi calare in mattinata a 547. Le tensioni dei mercati si sono proiettate anche sulle quotazioni energetiche, e il prezzo dei carburanti, in Italia, continua a salire inesorabilmente.

"Il sollievo iniziale dovuto all’impegno di Silvio Berlusconi a dimettersi è sfumato ieri con l’esplosione dei rendimenti dei titoli di Stato che ha gettato nuove ombre sul debito pubblico italiano". Queste le spinte che, secondo gli analisti di Tradition Energy, uno dei maggiori broker a livello internazionale, hanno condizionato ieri i mercati internazionali, compresi quelli energetici.

Questa mattina, secondo la consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, hanno messo mano ai listini Esso, Tamoil e TotalErg. Esso ha aumentato di 0,5 centesimi al litro il prezzo della benzina, portandolo a 1,633 euro/litro, e di 0,4 centesimi quello del gasolio, che arriva a 1,554 euro/litro. Rialzo sul solo gasolio per Tamoil (+0,6 centesimi a 1,555 euro/litro) e TotalErg (+0,5 centesimi a 1,557 euro/litro). Salgono le medie ponderate nazionali dei prezzi tra i diversi marchi: la benzina è questa mattina a 1,629 euro/litro (+1 millesimo), il gasolio a 1,549 euro/litro (+2 millesimi). Media nazionale dei prezzi del metano stabile a 0,92 euro/kg, Gpl Eni a 0,728 euro/litro. Al Sud la verde si avvicina pericolosamente a quota 1,7 euro/litro, mentre il diesel arriva a toccare 1,585 euro/litro.

Federconsumatori e Adusbef commentano questi nuovi prezzi record. "Il pacchetto-benzina contenuto nel maxiemendamento conferma che non c’è mai limite al peggio – commentano i Presidenti delle Associazioni Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti che avvertono – Le ricadute per i cittadini sono pesantissime: rispetto al 2010 i maggiori costi diretti sostenuti dagli automobilisti sono di 360 euro annui. A cui si aggiungono le inevitabili ricadute inflazionistiche, pari a circa 285 euro annui, per un totale (costi diretti + indiretti) di 645 euro a famiglia. Come se non fosse abbastanza, la nuova impareggiabile e geniale trovata del Governo prospetterebbe un ulteriore aumento delle accise".

"A peggiorare ancor di più la situazione, se possibile, c’è il ricatto alle Regioni che, con alta probabilità, si vedranno costrette ad aumentare anche le accise regionali. Il tutto, ancora una volta, a spese degli automobilisti, costretti a sborsare sempre di più per i propri pieni di carburante. Un copioso esborso previsto e calcolato dal Governo stesso, che già mette le mani avanti prevedendo, insieme all’ennesimo aumento dell’accisa, la possibilità di fare il pieno (fino a 100 euro) con carta di credito o bancomat senza pagare le commissioni alle banche. Una magrissima consolazione, che ha tutta l’aria di una presa in giro – commentano Trefiletti e Lannutti – È ora di intervenire seriamente. Il settore ha urgente necessità di processi di modernizzazione e completa liberalizzazione, oltre a misure di verifica e controllo dei comportamenti speculativi".

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