PREZZI. Carburanti, nuovo record alla pompa. Picchi in Campania e Sicilia

La corsa dei prezzi dei carburanti, innescata dalla crisi libica, non si arresta: sabato, come rileva Staffetta Quotidiana, sono proseguiti i rialzi dei prezzi dei carburanti alla pompa. Nel fine settimana Eni ha aumentato di 1 centesimo sia la benzina che il diesel, Esso ha aumentato di 1,5 centesimi e IP di 0,5. I prezzi medi calcolati dalla Staffetta salgono così a 1,561 euro/litro per la verde e a 1,457 euro/litro per il diesel. A livello geografico, le punte massime si registrano sempre al Sud, in Campania per quanto riguarda la benzina (1,616 euro/litro) e in Sicilia per quanto riguarda il gasolio (1,497 euro/litro).

Il caro carburante – denuncia l’Adoc – potrebbe costare in media alle famiglie italiane 1.200 euro su base annua, con un litro di verde che potrebbe superare quota 1,70 euro nei prossimi due mesi.

"Se gli aumenti dei carburanti dovessero continuare con gli stessi ritmi di questi ultimi giorni entro due mesi la verde supererebbe quota 1,70 euro al litro – dichiara il presidente dell’Adoc Carlo Pileri – con una significativa ripercussione sui bilanci delle famiglie determinata da una crescita dell’inflazione, la riduzione del risparmio e l’aumento dell’indebitamento. Tutto ciò si tradurrebbe in un maggior esborso per le famiglie pari 1200 euro l’anno, un vero e proprio shock economico".

Il caro carburanti fa la parte del leone con una benzina che potrebbe superare quota 1,70 euro al litro entro i prossimi due mesi. Con il rialzo del costo del greggio il gasolio per riscaldamento potrebbe arrivare a costare il 30% in più rispetto a un anno fa. In pratica un pieno di 40 litri potrebbe passare per la benzina dai 54 euro di dicembre 2010 ai 68,8 euro ad aprile 2011 con una maggiore spesa che su base annua potrebbe toccare 370 euro. Situazione abbastanza simile per il gasolio dove si passerebbe da 52 euro per un pieno di 40 litri a 67,20 euro con una maggiore spesa annua di 380 euro. Aumenti a catena si verificherebbero in altri settori, dai trasporti agli alimentari, dall’energia al riscaldamento.

"Per calmierare i prezzi dei prodotti petroliferi – continua Pileri – che incidono non solo sul prezzo del pieno ma anche e soprattutto su tutti i prodotti ad essi connessi, sia per gli aumenti dei costi di produzione sia per i costi di trasporto, l’Adoc da tempo ha chiesto al Governo di intervenire per ridurre l’accisa e per congelare l’Iva. E’ poi necessario attuare la liberalizzazione dei distributori no logo anche in autostrada e nelle grandi città. Nei distributori no logo il prezzo della benzina mediamente è inferiore del 5,8%, circa 8 centesimi in meno, mentre per il diesel si risparmiano 7 centesimi. Occorre inoltre aumentare la concorrenza e fornire la licenza di vendita di prodotti no oil ai piccoli distributori.".

Per Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, di cui fanno parte le associazioni Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori, i prezzi record della benzina, unitamente all’impennata dell’inflazione, determineranno una maggiore spesa a famiglia per complessivi 1205 euro su base annua: 915 euro solo per gli effetti inflattivi, 300 euro addebitabili al caro-benzina. Per questo Casper chiede al Governo di considerare prioritaria la lotta all’inflazione e di intervenire immediatamente per frenare sul nascere qualunque tentativo di rialzo ingiustificato dei prezzi e salvaguardare i bilanci delle famiglie. In particolare è indispensabile bloccare le tariffe energetiche per tutto il 2011, disporre un taglio delle accise sulla benzina non inferiore a 5 centesimi di euro al litro, e introdurre un meccanismo di sterilizzazione degli aumenti dei prezzi dei carburanti.

Comments are closed.