PREZZI. Carburanti, nuovo record: diesel oltre 1,5, benzina quasi 1,6

Non c’è tregua per gli automobilisti italiani: anche oggi continua la corsa al rialzo dei prezzi alla pompa. Secondo la rilevazione della Staffetta Quotidiana, questa mattina si registrano aumenti per tutti i marchi: la benzina si attesta sul prezzo medio di 1,584 euro/litro, con 1,575 di Esso e 1,592 di Q8; il gasolio supera 1,500 euro/litro, con 1,506 di Shell (media ponderata a 1,497 euro/litro). Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,784 euro/litro registrato nei punti vendita Eni ed Esso allo 0,797 euro/litro degli impianti Tamoil (0,772 le no-logo).

Rispetto alle singole Regioni si segnala che al Sud tutti i prezzi medi delle compagnie si attestano ormai ben oltre quota 1,6 euro/litro sulla benzina e 1,5 sul diesel. In Sicilia il prezzo massimo del gasolio a 1,553 euro/litro, in Campania la punta massima della benzina a 1,673 euro/litro, anche per via dell’addizionale regionale di 3,1 centesimi al litro. Le punte minime si registrano nel nordovest a 1,542 euro/litro sulla benzina e a 1,458 euro/litro sul gasolio. Quanto ai valori medi, quelli più elevati si registrano in Puglia e Calabria per quanto riguarda la benzina (1,632 euro/litro), mentre per il gasolio svettano la Basilicata (1,527 euro/litro) e la provincia autonoma di Bolzano (1,533 euro/litro). Medie più basse in Veneto e in Piemonte sia per la benzina (rispettivamente 1,586 e 1,587 euro/litro) che per il gasolio (1,497 e 1,498 euro/litro).

"E’ uno scandalo – attacca il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Il Governo, troppo impegnato su altri fronti, non solo non fa nulla per combattere i rincari dei carburanti, ma addirittura ci mette il carico, aumentando le accise allo scopo di finanziare il Fus". "Gli aumenti del gasolio e della benzina che hanno portato i listini alle stelle, avranno effetti pesantissimi sulle tariffe e sui prezzi, generando rincari a catena e una nuova spinta inflattiva, con un ulteriore impoverimento delle famiglie e una conseguente riduzione dei consumi. Per tale motivo – prosegue Rienzi – chiediamo al Governo non solo di ritirare il provvedimento relativo alle accise, ma di bloccare le tariffe energetiche per tutto il 2011 e introdurre misure urgenti ed efficaci per fermare la corsa dei carburanti".

E di fronte ai continui ed ingiustificati aumenti del prezzo della benzina la Cisl ha assunto una posizione netta, lanciando la campagna "Libera la benzina" che punta a raccogliere 500.000 firme entro il 31 maggio.

L’iniziativa ha almeno tre obiettivi prioritari:

  1. rompere la "filiera" petrolifera in quanto chi produce non può contemporaneamente scendere al consumo o detenere reti di distribuzione;
  2. costituire un Acquirente Unico – sulla falsariga di quello creato per l’energia elettrica – che garantisca l’approvvigionamento del mercato e l’allargamento delle funzioni del GME (gestore del mercato elettrico) anche al comparto dei carburanti (GMEC);
  3. impedire ai gestori vincoli all’acquisto, in esclusiva, dalla società produttrice e a prezzi più alti di quelli rintracciabili sul mercato libero. Prezzi decisi da queste ultime società secondo le loro convenienze.

"L’iniziativa parlamentare di vera e sostanziale riforma ed apertura del mercato petrolifero nazionale depositata dai diversi gruppi parlamentari, vedrà anche la Cisl in prima linea per dare voce ai lavoratori, ai pensionati, alle famiglie che sono stufi di pagare sempre il conto a volte anche, attraverso una salata e progressiva tassazione indiretta. Per effetto combinato della "sterilizzazione" dell’Iva e dell’apertura dei mercati, stimiamo che si avrà un risparmio rilevante per le famiglie stimato attorno a circa 400 €/anno".

La campagna "Libera la benzina" è sostenuta anche da Adiconsum che raccoglierà le firme presso le proprie sedi territoriali. Adiconsum chiede, inoltre, l’immediata convocazione del Tavolo tra Associazioni consumatori, compagnie petrolifere, distributori e Governo. "Il Governo – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Vicario di Adiconsum – deve intervenire su tre fronti: tagliando immediatamente le accise, aprendo i mercati alla concorrenza e monitorando l’andamento dei prezzi praticati dalle compagnie petrolifere per evitare eventuali speculazioni dovute all’aumento del costo del barile". In particolare per quest’ultimo punto, Adiconsum ribadisce la necessità che per tale controllo intervenga anche l’Autorità per l’energia.

 

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