PREZZI. Carburanti, oggi nuovi rincari. Proteste e proposte dei Consumatori

Non c’è pace sul fronte carburanti. La pausa dei prezzi durante le festività pasquali si è conclusa con una nuova ondata di rincari che porta oggi il diesel a oltre 1,25 euro al litro e la benzina fino a 1,425 euro al litro. Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, "dopo un fine settimana senza aumenti, oggi la benzina va oltre 1,42 euro/lt, il gasolio sfiora 1,26 euro/lt". Per Staffetta, "è stato un fine settimana, quello di Pasqua, del tutto tranquillo sul fronte dei prezzi dei carburanti. Per quanto infatti ci fosse, sulla base all’andamento del mercato del Mediterraneo, ampio spazio per aumenti, le compagnie hanno tenuto un profilo molto basso. Nessun ritocco ai listini, dunque, fino a questa mattina". Oggi invece "a rompere gli indugi e alzare i prezzi sono Erg e Q8".

L’aumento dei prezzi è rilevato anche da quotidianoenergia.it. "Il rientro dalle festività pasquali riserva nuovi aumenti sulla rete carburanti. Dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it emerge, infatti, che Erg ha rialzato di 1 centesimo il prezzo di riferimento della benzina e del diesel portandosi rispettivamente a 1,418 euro/litro e 1,244 euro/litro, mentre Q8 è salita di 1,4 centesimi su entrambi i prodotti fino a 1,424 e 1,254 euro/litro. Shell, infine, ha ritoccato all’insù di 0,2 centesimi il prezzo della verde, ora a 1,424 euro/litro, e di 0,5 centesimi quello del gasolio, a 1,254 euro/litro. Ferme tutte le altre compagnie, con Agip che non varia i listini dal 18 marzo".

Contro il caro carburanti, l’Adoc propone di eliminare le accise introdotte nel tempo per eventi eccezionali e rese permanenti e di aumentare il numero di distributori e pompe bianche. "Occorre abolire le accise introdotte per eventi eccezionali dal 1935 al 2004, e poi rese permanenti, per un taglio di 30 centesimi di euro sul prezzo al consumo di un litro di benzina – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – molte delle accise furono introdotte in seguito ad eventi eccezionali e temporanei, come la guerra di Abissinia del 1935, il terremoto del Belice del 1968 o quello dell’Irpinia dell’80. Nonostante il cessare della situazione straordinaria, le tasse non sono state abolite. Con il risultato che oggi siamo costretti a pagare un balzello di 0,30 euro, Iva compresa, per situazioni che hanno avuto la loro fine anche 70 anni fa. Solo queste accise incidono sul costo finale delle benzina per il 21%, tagliandole si otterrebbe un risparmio di circa 360 euro l’anno per automobilista". Per l’associazione, inoltre, con l’aumento dei distributori e delle pompe bianche si incentiverebbe la concorrenza e dunque si avrebbe un ribasso sul prezzo finale della benzina.

Interessante notare il riepilogo delle accise introdotte in Italia, presentato dall’Adoc:

  • 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
  • 14 lire per la crisi di Suez del 1956;
  • 10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
  • 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966;
  • 10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
  • 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
  • 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 205 lire per la missione in Libano del 1983;
  • 22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
  • 0,020 euro per rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004.

Totale accise = 0,25 euro (+ Iva su accise di 0,05 euro = 0,30 euro)

Protestano anche Federconsumatori e Adusbef. Commentano infatti i presidenti Rosario Trefiletti e Elio Lannutti: "Se continua così, con continui aumenti del prezzo dei carburanti che hanno già determinato aumenti per costi diretti e per quelli indiretti pari a 210 euro annui, il rischio è che si arrivi ad una situazione ancora più insostenibile per le famiglie italiane, oltretutto già colpite da una vasta serie di rincari e in precarie condizioni economiche. Ed allora oltre a richiedere per l’ennesima volta che si intervenga sull’intera filiera petrolifera sia sul versante speculativo (doppia velocità dei prezzi) che su quello della distribuzione (razionalizzazione ed apertura alla grande distribuzione) si rende ineludibile una sterilizzazione degli aumenti IVA con la realizzazione dell’Accisa mobile in modo da compensare tali aumenti e per rendere così almeno stabile la tassazione sui carburanti".

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