PREZZI. Carburanti, si continua a trattare per evitare sciopero. Oggi nuovo incontro al MSE

Si continua a lavorare per scongiurare lo sciopero dei benzinai previsto a partire dalle 19.30 di questa sera fino a 7 di sabato. Questo pomeriggio è previsto presso la sede del ministero dello Sviluppo Economico un ulteriore incontro con le organizzazioni dei gestori. "Auspichiamo che da parte del Governo arrivino almeno segnali di apertura rispetto alle richieste piu’ volte ribadite dalla categoria. In questo caso la Faib è pronta a rivedere le proprie posizioni, diversamente lo sciopero di domani resta confermato" ha spiegato in una nota Martino Landi, presidente della Faib-Confesercenti che sintetizza così le ragioni dello sciopero: "Oltre 100 mila fra gestori ed addetti perdono, insieme ai diritti, il loro lavoro. I prezzi del carburante non scendono e l’offerta del servizio si va deteriorando. Lo stato continua ad incassare i due terzi del prezzo al pubblico dei carburanti, petrolieri e retisti privati continuano a guadagnare alle spalle dei consumatori, mentre con i soldi pubblici si finanzia la distruzione della rete. Ed ai gestori resta un margine lordo inferiore al 3% sul prezzo pubblico ed il peso del costo di sconti e campagne promozionali. E’ questa la situazione della rete distributiva di carburanti e le prospettive che lascia intravedere il disegno di legge voluto dal ministero dello Sviluppo Economico".

Secondo Landi è necessario "ripartire ripensando ad una ristrutturazione del settore che tenga conto di obiettivi precisi: strutturazione del bonus fiscale, superamento degli elementi distorsivi della concorrenza legati al meccanismo rete extra rete, riordino della normativa tariffaria con la P.A. alla luce delle specificità del settore, sicurezza sugli impianti, per i gestori e per i cittadini, tramite estensione della moneta elettronica con la compressione dei relativi costi, lavoro usurante, riaffermazione dei principi eco-compatibili per i nuovi impianti e allargamento del fondo indennizzi a tutti i gestori espulsi dal mercato."

Comments are closed.