PREZZI. Caro-bebè, c’è anche chi riduce i prezzi. L’esempio di Neolatte

Proprio ieri l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha denunciato il "caro-bebè", ovvero le spese spesso da capogiro necessarie per un bambino al suo primo anno di vita, latte e pappe comprese. Ma dalle aziende qualche risposta nel tempo è arrivata, come fa sapere Neolatte, che viene distribuito nelle farmacie a 10,90 euro alla confezione da 800 grammi. Il latte in polvere si è imposto, afferma l’azienda, attraverso il passaparola e ora viene utilizzato da quasi un bimbo su quattro.

"Fino a pochi anni fa, se una mamma non riusciva ad allattare o voleva utilizzare il latte in polvere per integrare l’allattamento al seno, non aveva molta scelta: i prodotti in commercio si allineavano quasi tutti tra i 30 e i 40 euro al chilo – afferma l’azienda – Un vero e proprio "caro-biberon", denunciato da più parti, in primo luogo dalle associazioni dei consumatori". La politica seguita da Neolatte è stata quella di far diminuire il prezzo senza costringere i consumatori ad andare oltre frontiera o su internet per l’acquisto. Neolatte è prodotto con latte proveniente da fattorie della Germania e dell’Austria che adottano i metodi dell’agricoltura biologica. La filiera arriva al consumatore attraverso oltre 17 mila farmacie italiane e non ci sono costi legati alle promozioni.

L’azienda che nel 2005 ha promosso l’iniziativa è la Unifarm (Unione Farmacisti di Trento e Bolzano, poi ampliatasi alle province di Belluno e Vicenza), una società di farmacisti che opera nella distribuzione intermedia del farmaco e dei servizi alle farmacie. I soci sono 365 titolari di farmacia delle province di Belluno, Bolzano, Trento e Vicenza.

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