PREZZI. Caro benzina, Consumatori: “Governo metta in campo controlli antispeculativi”

Il prezzo del petrolio torna a salire alla velocità della luce e subito aumentano anche i prezzi dei carburanti. La benzina raggiunge quota 1,33 euro al litro, nuovo record dallo scorso ottobre. "Si tratta dell’ennesima conferma del meccanismo della doppia velocità di adeguamento dei carburanti, diventato oramai intollerabile, dal momento che continua a pesare sulle tasche degli italiani". Lo denunciano Federconsumatori e Adusbef, in una nota diffusa oggi.

"Si calcola infatti che, attualmente, tenendo conto della tassazione e dell’attuale cambio Euro/dollaro, tali speculazioni si aggirino attorno agli 8-9 centesimi al litro. Questo – continua la nota delle Associazioni dei consumatori – equivale ad una ricaduta di 96 Euro annui di costi diretti per ciascun automobilista".

Secondo Federconsumatori e Adusbef "è indispensabile che il Governo metta in campo, oltre ad una seria azione di controllo sui meccanismi speculativi, anche delle manovre oramai indispensabili tese a:

  1. contrastare questa insopportabile doppia velocità di adeguamento dei prezzi dei carburanti;
  2. eliminare il costante differenziale tra il prezzo industriale dei carburanti nel nostro Paese e quello degli altri paesi europei, che si attesta tra i 3 ed i 5 centesimi al litro;
  3. avviare un efficace processo di liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, anche attraverso la grande distribuzione, che permetterebbe di ottenere un risparmio anche di 6-7 centesimi al litro, superando definitivamente il divario tra i prezzi rete-extrarete".

Adoc ribatte alle dichiarazioni del presidente dell’Unione petrolifera De Vita, secondo cui le Associazioni dei consumatori sono distratte nell’affermare la doppia velocità dei carburanti.

"I petrolieri sono sempre attenti quando si tratta di alzare i prezzi dei carburanti – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – al contrario, sono molto disattenti al momento di ribassarli. Il caro carburante incide gravemente sull’economia delle famiglie e sul prezzo finale dei prodotti alimentari. Le compagnie petrolifere dovrebbero tagliare di 10 centesimi il costo del prodotto industriale – aggiunge Pileri – Con un ulteriore taglio delle tasse di 10 centesimi, il risparmio alla fine dell’anno per il singolo automobilista sarebbe di 180 euro l’anno".

Secondo l’Adoc "il taglio porterebbe effetti positivi anche sui prezzi dei beni alimentari, dato che per la maggior parte vengono trasportati su gomma. Considerando l’incidenza del taglio sugli alimentari, potrebbe esserci un’ulteriore riduzione del 18-20% sul prezzo di questi ultimi, per un risparmio a fine 2009 di altri 200 euro circa. E’ ancora in sospeso dal luglio scorso la promessa di una riduzione delle accise e del blocco dell’Iva sui carburanti da parte del Governo, ma ad oggi nulla è accaduto".

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