PREZZI. Caro-benzina, Consumatori: “Lo Stato ci guadagna con l’Iva”

I prezzi della benzina si mantengono elevati, nonostante la discesa del petrolio, perché ci guadagna anche lo Stato attraverso l’Iva, tassa in percentuale: "Dal 2009 al 2010, per l’aumento dei prezzi dei carburanti, l’Iva è passata: per la benzina, da 18 a 22 centesimi, con aumento di 4 centesimi; per il gasolio ha invece registrato un aumento di 2,3 centesimi – denunciano Federconsumatori e Adusbef – Bisogna sapere che, viste le notevoli quantità di erogato, ogni centesimo in più sul prezzo dei carburanti si traduce in maggiori introiti pari a 14 milioni di euro al mese per la benzina e 25 milioni di euro al mese per il gasolio. Questo significa che lo Stato incasserà, per il prossimo anno, 672 milioni di euro in più annui per la benzina e 690 milioni di euro annui in più per gasolio, per un totale di 1,3 miliardi di euro annui".

Le due associazioni continuano dunque a denunciare i livelli elevati dei prezzi dei carburanti, con "ritocchi irrisori" da parte delle compagnie e "una speculazione di 8 centesimi al litro", che diventa un maggiore esborso per gli automobilisti di 96 euro annui per costi diretti e di 75 euro annui per costi indiretti (dovuti al trasporto su gomme delle merci), per un totale di 171 euro annui in più. "Non ci stancheremo di denunciare questa situazione intollerabile – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori ed Adusbef – Ma vi è di più. Alla luce dell’analisi sull’andamento delle imposte applicate sul prezzo dei carburanti, oggi capiamo chiaramente perché il Governo non voglia intervenire per farli scendere". E il motivo è appunto l’Iva. "Ecco perché – concludono le due associazioni – il Governo non ha il minimo interesse ad intervenire in direzione delle proposte che più volte abbiamo avanzato al fine di ottenere una forte riduzione dei prezzi dei carburanti".

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