PREZZI. Caro benzina, Consumatori in rivolta

"Margini in altalena", le compagnie appaiono caute, ma intanto la Shell ritocca in alto i prezzi di benzina e gasolio. Sono le rilevazioni odierne sui prezzi dei carburanti, che si mantengono comunque elevati: oltre 1,4 euro al litro per la benzina, oltre 1,2 euro al litro per il gasolio. Commenta quotidianoenergia.it: "A due giorni dal lungo week end di Pasqua le compagnie appaiono caute. Complice il piccolo passo indietro delle quotazioni internazionali di benzina e diesel, con quest’ultimo ritornato ieri sotto la soglia dei 700 $/ton, dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it non emerge, infatti, alcuna variazione ai listini dei carburanti. Per la benzina si va da un minimo 1,407 euro/litro (Esso) ad un massimo di 1,419 euro/litro (Shell), mentre per il diesel da 1,231 euro/litro (Esso) a 1,249 euro/litro (Shell)".

Secondo Staffetta Quotidiana, l’andamento dei prezzi dei carburanti è di "aumenti a giorni alterni": "Mentre il market leader Agip sta alla finestra da quasi due settimane a guardare il mercato del Mediterraneo salire e scendere mantenendo la barra a 1,409 euro/litro sulla benzina e a 1,236 euro/litro sul gasolio, altre compagnie ritoccano i prezzi a seconda delle oscillazioni dei prezzi internazionali. Oggi a ritoccare i prezzi è Shell: benzina e gasolio aumentano di 0,5 centesimi al litro portandosi rispettivamente a 1,422 euro/litro e 1,249 euro/litro. Ferme tutte le altre compagnie".

I consumatori sono naturalmente sul piede di guerra perché, denunciano Federconsumatori e Adusbef, "la doppia velocità non si smentisce mai" e appena c’è un lieve rialzo sui mercato internazionali del costo del petrolio, questo si traduce immediatamente in un aumento dei listini. Aumento considerato "inspiegabile" dalle associazioni perché di fatto il prezzo dei carburanti è di circa 10 centesimi al litro superiore rispetto a gennaio, quando però il costo del petrolio era simile a quello attuale. Commentano Rosario Trefiletti e Elio Lannutti, presidenti Federconsumatori e Adusbef: "Di fronte a tale situazione, a cui assistiamo da tempo, non abbiamo nessun segnale, da parte di chi ha responsabilità di Governo, di voler intervenire per porre fine a questi inaccettabili meccanismi speculativi che, come abbiamo calcolato, comportano un esborso, per costi diretti ed indiretti, di 210 euro annui per ciascun automobilista. Chiediamo, pertanto, la costituzione di una Commissione d’inchiesta parlamentare, per sanzionare tali speculazioni".

Queste le misure ritenute indispensabili: costituzione di un’apposita Commissione per il controllo sulle speculazioni; completa liberalizzazione del canale di vendita dei carburanti, con l’apertura attraverso la grande distribuzione; eliminazione del distacco tra i costi industriali dei carburanti in Italia e in Europa; definitiva eliminazione della cifra dei millesimi; definizione di un’accisa mobile, che sappia compensare le variazioni in aumento dell’IVA.

L’Adoc si sofferma sulle prossime vacanze di Pasqua, sui rincari rispetto al 2009 che porteranno "circa 50 milioni di euro in più" ai petrolieri e sugli aumenti dei prezzi degli alimentari e dei settori collegati al trasporto su strada. Gli automobilisti dovranno sborsare, afferma l’associazione, 10 euro in più per un pieno rispetto allo scorso anno. "In un anno la verde è rincarata del 16,5%, 20 centesimi in più della Pasqua 2009 – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – per un rincaro di 10 euro a pieno. Per un pieno di gasolio ci vogliono invece 8 euro in più rispetto allo scorso anno, essendo il diesel rincarato del 15,7%. E i petrolieri sono gli unici a guadagnarci, intascando circa 50 milioni di euro in più che nell’esodo del 2009, considerando un pieno per ognuno dei circa 5 milioni di italiani che si metteranno in viaggio su strade e autostrade. I continui rincari dei carburanti, che in un anno hanno generato per gli automobilisti un esborso maggiore di oltre 220 euro rispetto al 2009, rappresentano un problema non solo al momento del pieno ma soprattutto per i riflessi sui costi di altri settori, dal riscaldamento delle serre ai camionisti agli alimentari".

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